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Economia
Festival del Lavoro, si chiude a Palermo la sesta edizione

Si sono chiusi oggi i lavori del 6° Festival del Lavoro, la tre giorni dedicata al capitale umano svoltasi a Palermo e organizzata dai Consulenti del Lavoro. Tre giorni di dibattiti, confronti ed interviste con i protagonisti della politica, della cultura, delle istituzioni ed esperti di lavoro. Marina Calderone (nella foto) nel chiudere i lavori ha affermato che il compito del Festival del Lavoro è quello di mettere in relazione i territori e valorizzarne le positività, affrontando i problemi lì dove sono più pressanti, e di riunire le riflessioni tecniche con quella sensibilità sociale che caratterizza i Consulenti del Lavoro.

Numerosi gli interventi susseguitisi nell’ultima giornata. Sul tema immigrazione posizioni contrapposte: quelle del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha proposto tout-court l'abolizione del permesso di soggiorno, identificando la migrazione non come sofferenza, ma come diritto alla mobilità mondiale, e quelle di Matteo Salvini, Segretario Generale Lega Nord, in collegamento video, che invece ha sostenuto la necessità di regole certe per non cadere nell'anarchia. Migrare può essere un diritto, ma bisogna far rispettare le regole; per Salvini, infatti, chi scappa dalla guerra va certamente accolto mentre i clandestini vanno rimpatriati. In chiusura ha anche aggiunto che occorre arginare il fenomeno nei paesi d'origine, aiutando sul territorio lo sviluppo.

Il Ministro dell'Interno Angelino Alfano, che ha mandato un contributo video, si è detto parzialmente soddisfatto dell'apertura dell'Europa nella distribuzione dei migranti, che di fatto apre una seppur piccola breccia negli accordi di Berlino. Il Ministro ritiene doveroso accogliere i profughi mentre chi non ha diritto a restare in Italia deve essere rimpatriato. Sul fronte estero, ha puntualizzato Alfano, occorre stabilizzare la Libia da dove proviene il 92% degli sbarchi.

Interessante la visione degli scenari europei di Vincenzo Scotti, che in passato ha ricoperto fra l'altro anche il ruolo di Ministro dell'Interno. L'immigrazione – secondo Scotti - va gestita con le regole, non semplicemente aprendo le frontiere a tutti. Poi, portando ad esempio quanto fatto nel ’91, Scotti ha sostenuto che il problema può risolversi concordando azioni con i paesi di provenienza, mentre oggi stiamo pagando gli errori di politica estera del passato. Lo scenario è mutato quindi, per Scotti, bisogna assumersi le responsabilità ed avere il coraggio di cambiare gli accordi radicalmente. Una iniezione di fiducia, certamente utile, viene dall'invito di Scotti a non considerare l'Italia un paese in declino, ma semplicemente tarpata da una situazione di liberismo diffuso.

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, interloquendo con la Presidente Marina Calderone, ha ribadito l'importanza della sussidiarietà e della qualità degli Ordini professionali per aiutare il Paese ad attuare le riforme. “Dobbiamo dire basta allo stereotipo del corporativismo che c'è intorno alle Professioni”, ha sottolineato il Ministro, ribadendo che in Europa gli ordini professionali sono stati apprezzati come modello di efficienza, perché garantiscono qualità e deontologia. Concludendo il suo intervento, Orlando ha ricordato come il concetto di legalità, che coincide con lo sviluppo e la ripresa economica, deve guardare anche agli investimenti pubblici e che, quindi, il rigore e l'austerità da soli non ci faranno uscire dalla crisi.

Il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio, ha annunciato che a fine giugno saranno circa 5000 le imprese che hanno avuto accesso al microcredito, una misura concreta di aiuto alle imprese realizzata anche grazie all'aiuto dei Consulenti del Lavoro. Sul tema sicurezza, alla luce dei recenti attacchi terroristici, Di Maio ha sostenuto che per prima cosa è indispensabile gestire gli arrivi “non chiedendo la carità alla UE”, ma modificando il regolamento di Dublino, che ancora oggi obbliga l’Italia “a sobbarcarsi tutti quelli che mettono piede nel nostro territorio”. Le altre priorità in tema di sicurezza per Di Maio sono di tener conto che con la vendita di armi si finanziano le cellule terroristiche ma anche di difendere meglio le frontiere e gli obiettivi sensibili, implementando l'organico di polizia e carabinieri ed arricchendo la nostra intelligence.

Per Filippo Taddei, responsabile economico del Pd, lo sguardo dato dal governo al paese è stato di ampio respiro. Le problematiche che investono l'Italia sono molto complesse; si è cercato di ridare slancio al mercato del lavoro riducendo l'Irap, investendo e puntando sulle politiche attive che coinvolgano il lavoratore e per la prima volta dal 2011 sono aumentati i posti a tempo indeterminato rispetto al tempo determinato. Certo, “c'è ancora tanto da fare”, ha ribadito Taddei, “ma l'importante è agire e noi abbiamo messo in campo risorse e provvedimenti che aiuteranno a far ripartire il Paese”.

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