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Economia
Cina, terza svalutazione dello Yuan

Borse europee: chiudono in rialzo ad eccezione di Londra

Le borse europee chiudono in rialzo ad eccezione di Londra dove l'Ftse 100 cede lo 0,04% a 6.568,33 punti. Il giorno delle terza svalutazione dello yuan, a Parigi il Cac guadagna l'1,25% a 4.986,85 punti, a Francoforte il Dax sale dello 0,82% a 11014,63 punti. Bene anche Milano +1,56%, Madrid +0,67% mentre Atene e' negativa a -0,69%. Wall Street contrastata con il Dow Jones che cede lo 0,06% e il Nasdaq che avanza dello 0,11%.

Yuan di nuovo giu', per il terzo giorno consecutivo, ma dalla banca centrale cinese arrivano rassicurazioni che la valuta cinese non andra' incontro a nuovi forti deprezzamenti, perche' i fondamentali dell'economia sono solidi. La People's Bank of China ha fissato la parita' contro il dollaro a 6,4010, in calo dell'1,1% rispetto al valore precedente, 6,3306, ma riducendo il divario rispetto ai giorni passati. Ill Renminbi, altro nome della valuta cinese, aveva chiuso a quota 6,3870 contro il biglietto verde, con una risalita nel finale, un segnale, per gli analisti, che la Cina non intende andare incontro a una massiccia svalutazione della propria moneta.

Intanto i mercati asiatici hanno ripreso a guadagnare, dopo la ripresa in chiusura di Wall Street del giorno precedente, anche se permane cautela tra gli operatori sulla possibilita' che lo yuan possa svalutarsi ulteriormente. In una nota, l'istituto che regola la politica monetaria cinese ha definito "temporanee" le forti fluttuazioni della parita' della moneta cinese rispetto al dollaro e ha spiegato che il valore fissato giornalmente dalla banca centrale tornera' a essere ragionevole dopo un breve periodo. Secondo Zhang Xiaohui, economista della banca centrale, il Renminbi "rimarra' nel lungo termine una moneta forte" e tornera' ad apprezzarsi in futuro.

Martedi' scorso, la mossa a sorpresa della banca centrale cinese aveva portato lo yuan a una svalutazione dell'1,86%, e ieri dell'1,6%, portando lo yuan a perdere, in due giorni, il 3,5% del proprio valore sul mercato interno e circa il 4,8% sul mercato offshore, alimentando i timori di un nuovo capitolo nelle guerre valutarie. Ieri, la banca centrale cinese era intervenuta per evitare che lo yuan si deprezzasse eccessivamente nei confronti del biglietto verde, ma la mossa di rendere lo yuan piu' in linea con le quotazioni di mercato e' stata giudicata positivamente dal Fondo Monetario Internazionale secondo cui la manovra di Pechino va nella direzione di una liberalizzazione del tasso di cambio nei prossimi anni.

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