Cybersecurity, Cloudflare tuona contro la maxi-multa dell'Agcom: "Valutiamo lo stop per Milano-Cortina". Gli effetti - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 12:43

Cybersecurity, Cloudflare tuona contro la maxi-multa dell'Agcom: "Valutiamo lo stop per Milano-Cortina". Gli effetti

L'ad contro la multa Agcom da 14 milioni di euro: l'annuncio di possibili contromisure, mentre la Lega Serie A difende la normativa antipirateria

di Salvatore Isola

Cybersecurity, Cloudflare tuona contro la maxi-multa dell'Agcom: che cosa succede

"Nessuna supervisione giudiziaria. Nessun giusto processo. Nessun appello. Nessuna trasparenza": Matthew Prince, ceo di Cloudflare, tuona contro la sanzione da 14 milioni di euro emessa dall’Agcom e contro la normativa antipirateria italiana. In un post su X corredato dall’immagine di un guerriero assediato da funzionari in giacca e cravatta davanti al Colosseo con il vessillo 'Open internet', annuncia battaglia. Prince scrive che la società sta valutando di interrompere i servizi di sicurezza pro bono per le prossime Olimpiadi Milano-Cortina e che porterà il caso all’attenzione dell’amministrazione Usa e del Cio. Una posizione condivisa da Andrea Stroppa, che contesta all’Italia di "spararsi sui piedi a causa dell’ignoranza della classe politica".

Secondo Cloudflare, la multa è stata ingiusta: "Un organo quasi giudiziario in Italia ci ha imposto di censurare contenuti non solo in Italia, ma a livello globale. Questo è disgustoso e prima della multa avevamo già diverse cause legali pendenti contro il sistema sottostante. Ora combatteremo contro la multa ingiusta, per noi e per i valori democratici".

La risposta della società potrebbe andare oltre: interrompere i servizi di sicurezza gratuiti in Italia, rimuovere server dalle città italiane e fermare investimenti o aperture di sedi nel Paese. Prince cita Elon Musk: "La libertà di parola è sotto attacco da parte di una cricca di politici europei fuori dal mondo".

La Lega Serie A, invece, bolla le dichiarazioni di Cloudflare come "distorsioni, minacce e falsità". L’ad Luigi De Siervo difende la normativa antipirateria e strumenti come Piracy Shield, sottolineando che la sanzione riguarda esclusivamente la tutela del diritto d’autore, non la censura di internet.

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