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Economia
Confindustria, niente cavalierato per Regina. Cartellino rosso di D'Amato

di Andrea Deugeni 
twitter11@andreadeugeni

Cavaliere del lavoro? No tu no. Presidente di Confindustria? No tu no. Vengo anch'io? No tu no. Secondo cartellino rosso confindustriale per Aurelio Regina, ex vicepresidente della squadra di Giorgio Squinzi e auto-candidato, così si vocifera in Viale dell'Astronomia, per la corsa alla prossima presidenza dell'associazione degli industriali. Dopo aver ricevuto lo scorso anno il primo altolà dal sistema nel giro di boa del mid-term (in cui ha lasciato l'incarico di vertice nell'Aquilotto), il manager romano ex presidente di Confindustria Lazio e vicino a Luca Cordero di Montezemolo (presiede Manifatture Sigaro Toscano, di cui Montezemolo è socio insieme alla famiglia Maccaferri e all’ex presidente dell'Enel Piero Gnudi) è incappato nel secondo cartellino rosso ricevuto questa volta da Antonio D'Amato, past president di Viale dell'Astronomia e presidente dell'Ordine dei Cavalieri del Lavoro. 

Pissi Pissi/ C'è già chi maligna sul nuovo cartellino rosso confindustriale per l'ex presidente di Unindustria: "Vuoi vedere che ora Dago conia un nuovo soprannome? Rotoloni Regina..."

Cambia il potere in Confindustria. Ecco chi si è già bruciato per il dopo-Squinzi

In questi giorni, D'Amato sta compilando l'elenco dei nominativi da proporre come Ordine dei Cavalieri al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nomine in programma a giugno e pratica a cui il past president di Confindustria vuole imprimere un certo rinnovamento, restringendo la lista dei candidati da proporre al Colle. Candidati che devono rigorosamente appartenere allo stretto mondo degli imprenditori. Da qui, la comunicazione da parte di D'amato a Regina, con tanto di convocazione, in cui l'industriale napoletano non avrebbe avuto l'intenzione di inserire il suo nome per la prossima infornata di Cavalieri del Lavoro. Una decisione che, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, ha fatto infuriare l'ex presidente di Unindustria.

Il motivo? Regina contava sul cavalierato come passepartout da esibire alla base confindustriale per la prossima presidenza dell'Aquilotto, visto che in Viale dell'Astronomia viene considerato più come manager che come imprenditore. Non sono serviti a niente l'intercessione dello sponsor di Regina e cioè Luigi Abete e la replica dell'ex presidente di Unindustria che ha ricordato a D'Amato di aver già in tasca l'avallo di Giorgio Napolitano e del nuovo inquilino del Quirinale Sergio Mattarella.

Impassibile D'Amato: "Per essere cavalieri del Lavoro bisogna esser degli imprenditori!".E non fa niente se il niet preclude a Regina la possibilità di fare il presidente dopo Squinzi. Cavaliere del lavoro? No tu no. Presidente di Confindustria? Non tu no.  

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