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Confindustria, Orsini bacchetta l’Italia: “Da riallocare 20 miliardi di euro”. E sugli stipendi bassi ha le idee chiare

L’Italia, ha osservato Orsini, “è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati, ma esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile”

Confindustria, Orsini bacchetta l’Italia: “Da riallocare 20 miliardi di euro”. E sugli stipendi bassi ha le idee chiare

Orsini: “È il tempo del coraggio, fiducia e responsabilità”

“Noi siamo quello che decidiamo di fare. È il tempo del coraggio”. È il messaggio finale lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale degli industriali.

“Abbiamo il privilegio di poter essere coraggiosi in pace e non in guerra come invece succede a popoli a noi vicini: usiamo il coraggio per continuare a costruire sviluppo, competitività e opportunità. – afferma Orsini – Questa è l’unica via capace di generare futuro, coesione sociale e benessere diffuso. Noi siamo convinti che l’Italia, quando riesce a esprimere il meglio di sé, sappia percorrere questa via con la stessa responsabilità, ambizione e determinazione che anima le nostre imprese. E noi crediamo nella fiducia, nel coraggio e nella responsabilità”. 

Orsini: “Serve sospensione Ets per una revisione migliore”

“Chiediamo la sospensione dell’Ets perché sappiamo che i tempi europei per una revisione efficace sono troppo lunghi. Sospenderlo significa permettere una revisione migliore, ma anche evitare che, nel frattempo, altre fabbriche siano costrette a chiudere o a delocalizzare”.

Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini nella relazione all’assemblea 2026. “Il sistema Ets”, ha proseguito, “ha reso la decarbonizzazione un prodotto di speculazione finanziaria, avvantaggiando alcuni Stati membri a discapito di altri, con effetti disastrosi. Oggi, il continente più pulito ha il prezzo della CO2 più alto al mondo: un costo che gonfia le bollette dei cittadini e colpisce i processi industriali spingendoci fuori mercato.  Per capire quanto tutto questo sia autodistruttivo, basta pensare all’automotive, con i costruttori europei costretti ad acquistare certificati di emissione di CO2 che arricchiscono i concorrenti americani e cinesi. È una vera pazzia!”.

“Un vero mercato unico dell’energia significa innanzitutto un’Europa che agisce come unico acquirente delle fonti energetiche, per abbassarne i prezzi. Vuol dire un’Europa che potenzia e finanzia l’aumento delle reti infrastrutturali di interconnessione, affinché i Paesi con più produzione elettrica da rinnovabili, come la Spagna, possano condividerla.    Significa avviare una radicale revisione delle politiche climatiche, a partire dalla sospensione dell’Ets e da una sua profonda revisione”.

Orsini: “Liberare 20 mld da sconti fisco, erodono 120 mld”

Confindustria chiede al governo e alle parti sociali di impegnarsi per ‘liberare’ 20 miliardi da destinare alla crescita sforbiciando la ‘giungla’ di spese fiscali che erode 120 miliardi di base imponibile. E’ l’appello lanciato dal leader degli industriali, Emanuele Orsini, nel corso della relazione all’assemblea annuale di Confindustria.

L’Italia, ha osservato Orsini, “è quarta per pressione fiscale tra i Paesi avanzati, ma esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile. Lanciamo una proposta al Governo e alle parti sociali. Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”.

“È un atto concreto di responsabilità da compiere con decisioni condivise di maggioranza e opposizione. Significa anche riaprire il capitolo di una seria revisione della spesa pubblica – ha ammonito Orsini – per incidere su privilegi ed equilibri consolidati. Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico”.

Orsini: “Riportare energia in competenza esclusiva Stato”

“È arrivato il momento di decidere, con coraggio e in modo bipartisan: dobbiamo riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato”. È l’appello lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini durante la sua relazione nell’assemblea annuale sottolineando come la prima leva per rimettere al centro l’impresa sia l’energia. 

La responsabilità nazionale che Confindustria invoca e che propone a tutte le parti politiche e sociali italiane deve muovere cinque leve per rimettere l’impresa al centro. “La prima leva è l’energia e lo ripeto con la forza che emerge da tutte le nostre assemblee sul territorio”, ha rimarcato Orsini, “per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale. Non possiamo continuare a pagare nei nostri stabilimenti l’energia ai prezzi più cari d’Europa.

L’Italia, per le scelte fatte nel passato rinunciando al nucleare, o per quelle delle Regioni oggi sulle rinnovabili, ormai è completamente fuori scala e fuori mercato. Diamo atto al Governo di aver impostato una politica energetica di maggior equilibrio, precondizione per salvaguardare il tessuto produttivo”. 

Orsini: “Crediamo nell’Ue ma cambi marcia, più competitività”

“L’Europa è sempre più necessaria ma deve cambiare strada e marcia”. Lo afferma il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale degli industriali, aggiungendo che serve più competitività.

“L’Europa deve cambiare strada e deve cambiare passo, e tocca a noi, ai suoi cittadini, tracciare il percorso. – aggiunge – Nessun Paese europeo ha le risorse politiche ed economiche per affrontare da solo le sfide che abbiamo davanti: geopolitiche, tecnologiche, climatiche, demografiche. Gli Stati Uniti e la Cina le affrontano con massicci investimenti pubblici e privati, anche sul piano militare, e con politiche protezionistiche. La dimensione europea è l’unica in grado di reggere l’urto. Noi crediamo nell’Europa.  Ma siamo molto preoccupati per le scelte dell’Unione in questi ultimi anni. Un punto su tutti: Bruxelles non ha chiaro cosa significhi competitività”. Secondo Orsini “Siamo soffocati dall’assenza di competitività e dalle fragilità che ogni giorno aumentano”.

Orsini: “1.500 mld fermi in depositi, mobilitare capitali”

“Serve una vera mobilitazione dei capitali privati”. E’ il monito lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale.

“Degli oltre 6mila miliardi di ricchezza finanziaria delle famiglie – ha sottolineato Orsini – più di 1.500 miliardi sono fermi in depositi bancari, magari a rendimento zero. Dobbiamo lavorare su due interventi rapidi. Il primo è convincere i risparmiatori, anche con incentivi fiscali peraltro previsti dall’Europa, a investire anche solo l’1 per cento di quei depositi verso le imprese italiane. Questo si tradurrebbe in 15 miliardi di nuovi investimenti”.

Secondo il leader degli industriali, “gli strumenti per farlo sono diversi. Tra questi – ha osservato – il rilancio dei Pir e l’introduzione, al più presto, dei conti di risparmio e investimento rivolti alle persone fisiche, richiesti anche dall’Unione Europea per la realizzazione di un mercato unico dei capitali. Siamo pronti ad aprire un tavolo di confronto con tutti gli operatori per mobilitare capitali privati e investitori istituzionali. Il secondo intervento consiste, infatti, nel far leva sull’ingente patrimonio degli investitori istituzionali”.

Orsini: “Affrontare nodo salari bassi, troppi contratti a tempo”

“Troppi settori offrono solo contratti a tempo e salari insufficienti”. Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale. “In Italia resta aperta la questione salariale – ha osservato Orsini – lo dico con chiarezza: noi da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla. Le basse retribuzioni allontanano i giovani dall’Italia”.

“Se vogliamo affrontare seriamente il problema – ha aggiunto – dobbiamo condividere tutti il principio per cui la retribuzione è una questione di attrattività per l’Italia e le sue imprese. I salari bassi incidono negativamente sulla qualità della vita delle persone, sulla natalità e frenano la domanda interna, che resta il principale mercato per la maggior parte delle imprese, e l’unico per molte piccole realtà”.

Orsini: “Cina colonizza mercati Ue, rischio deserto industriale”

“La Cina sta colonizzando i nostri mercati, se l’Unione non sosterrà da subito le nostre produzioni, saremo costretti al deserto industriale.
In queste settimane stiamo assistendo tante aziende in grave
difficoltà a causa di queste non scelte”. È l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini nel corso della relazione all’assemblea 2026. 

“La Cina è oggi l’unica vera superpotenza industriale. Da sola genera il 35% della produzione manifatturiera mondiale, più di quanto producano insieme gli altri otto principali Paesi industrializzati. Ma la Cina gioca con regole falsate ed esporta nel resto del mondo i propri squilibri, ovvero deflazione e carenza di domanda interna”, ha aggiunto ricordando come Pechino sposti “un carico gigantesco di merci verso i mercati europei. Non solo prodotti a basso costo, ma anche tecnologie avanzate: settori in cui la Cina ha sovracapacità produttiva mentre l’Europa arranca e arretra”.

Affinché l’Europa possa tenerle testa è necessario punti sul “debito comune per finanziare investimenti strategici: infrastrutture energetiche, nucleare, mobilità, reti digitali, intelligenza artificiale, ricerca, estrazione di minerali critici, scienze della vita e difesa. E solo così potremo affrontare la posizione dominante raggiunta dalla Cina”.

“Abbiamo la consapevolezza che per realizzare i nostri prodotti non pochi imprenditori europei per sopravvivere acquistano pezzi cinesi, perché costano meno. Gli Stati Uniti e la Cina le affrontano con massicci investimenti pubblici e privati, anche sul piano militare, e con politiche protezionistiche”, per questo, ha proseguito Orsini, “la dimensione europea è l’unica in grado di reggere l’urto. Noi crediamo nell’Europa. Ma siamo molto preoccupati per le scelte dell’Unione in questi ultimi anni”.