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Debito record, l’Italia supera anche la Grecia. De Romanis: “Basta bonus inutili, il governo vari misure mirate per sostenere chi è più fragile”

L’economista analizza ad Affaritaliani le fragilità del sistema Italia tra dipendenza energetica e debito record, sollecitando riforme strutturali e coesione europea

Debito record, l’Italia supera anche la Grecia. De Romanis: “Basta bonus inutili, il governo vari misure mirate per sostenere chi è più fragile”
Veronica De Romanis ape

De Romanis boccia la linea emergenziale: “Il governo cambi rotta”

“L’incertezza ha un prezzo che si aggiunge alla complessità della situazione. Purtroppo l’Italia si è fatta trovare vulnerabile di fronte a questa nuova crisi, con due fragilità croniche: la dipendenza energetica e un debito pubblico che quest’anno, nel 2026, sarà il più alto d’Europa in rapporto al PIL, superando persino quello greco”. Così Veronica De Romanis – già membro del Consiglio degli Esperti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e docente di Economia Europea alla Luiss Guido Carli e alla Stanford University di Firenze –  commenta ad Affaritaliani lo scenario economico aperto dalla tregua tra Iran e Stati Uniti e l’instabilità dello Stretto di Hormuz.

“In questo momento è davvero difficile fare previsioni — continua la docente — perché assistiamo ad annunci a cui non seguono azioni concrete. Questo clima di incertezza è, di per sé, un costo economico.”

Alla domanda se, di fronte al rincaro dei prezzi energetici, abbia senso intervenire con tagli generalizzati delle accise o bonus, De Romanis è netta: “No, non ha senso. Lo abbiamo visto con il governo Draghi: sono stati spesi 9 miliardi per misure regressive, che avvantaggiano chi non ne ha bisogno. Soprattutto, sono misure distorsive perché incoraggiano il consumo di energia proprio quando dovremmo fare il contrario”.

Secondo l’economista, la strada da seguire è un’altra: “Il governo dovrebbe varare misure selettive e mirate, come raccomandato da UE e Fondo Monetario Internazionale. Bisogna sostenere chi è più fragile e, nel frattempo, ‘rafforzare la barca’ con riforme strutturali e non solo emergenziali. Solo così il Paese potrà affrontare le crisi con una resilienza diversa.”

Sulle prospettive di una risposta comune europea per ridurre la dipendenza dal petrolio mediorientale, De Romanis sottolinea l’importanza della coesione: “È fondamentale muoversi insieme. Il nostro Paese deve capire che l’Europa è la soluzione, non il problema. È all’interno della cornice europea che si risolvono queste crisi, sia in termini di resilienza economica che di risorse finanziarie. Ora attendiamo le decisioni di Bruxelles, ma l’obiettivo deve essere quello di non restare intrappolati in una logica puramente emergenziale.”

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