Due mesi di guerra in Iran ci costano 1500 euro a persona
La guerra in Iran non solo non è finita, ma rischia di prolungarsi a lungo. Questo avrebbe conseguenze drammatiche. Non ne fa un mistero il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari, intervenendo in Parlamento in merito al Documento di finanza pubblica da presentare a Bruxelles. In termini pratici, dopo ormai due mesi di blocco di Hormuz, il conto per l’Italia è salato. Le stime per il 2026 parlano chiaro, inflazione al 2,9% e prelievo di oltre 1500 € per ogni lavoratore e pensionato.
Ma c’è di più, in caso di conflitto prolungato, secondo il direttore del Centro Studi di Confindustria, Alessandro Fontana, ci ritroveremmo di fronte alla più grave crisi energetica della storia. Anche Confindustria è intervenuta sul Dfp e ha avvertito che, se anche la guerra all’Iran finisse oggi, comunque l’impatto varrebbe 0,1-0,3 punti percentuali di mancata crescita. Anche dall’Istat arrivano segnali negativi, risalita dei prezzi energetici e alimentari a marzo. L’Istat ha confermato che nel mese di marzo 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua.

