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Dussmann, il gigante dei servizi sotto osservazione tra appalti e revoche

Dalla perdita del rating di legalità all’esclusione dalla gara sanitaria in Abruzzo: perché le ultime vicende stanno accendendo i riflettori anche sui grandi committenti

Dussmann, il gigante dei servizi sotto osservazione tra appalti e revoche

Dussmann è uno di quei nomi che il grande pubblico conosce poco, ma che dentro la macchina dello Stato è ovunque. Pulizie negli ospedali, mense aziendali e scolastiche, sanificazione, manutenzione tecnica, servizi di reception e sicurezza: in una parola, facility management. Un settore invisibile ma essenziale, che tiene in piedi strutture complesse – dalle ASL alle stazioni ferroviarie.

In Italia, la società ha raggiunto dimensioni rilevanti. L’ultimo bilancio disponibile parla di un fatturato di circa 952 milioni di euro nel 2024, in crescita costante rispetto agli anni precedenti. Numeri che spiegano perché Dussmann sia diventata un interlocutore stabile della pubblica amministrazione e dei grandi gruppi industriali.

È proprio questa centralità che rende rilevanti gli sviluppi delle ultime settimane.

Il primo passaggio è formale ma significativo: la revoca del rating di legalità da parte dell’Agcm (marzo 2026). Un indicatore che pesa soprattutto negli appalti pubblici, dove affidabilità e compliance sono parte integrante della valutazione.

Poco prima c’era stato il caso Abruzzo. Qui la centrale di committenza regionale ha inizialmente inserito Dussmann tra i vincitori di una gara per le pulizie sanitarie, per poi arrivare all’esclusione. Il provvedimento richiama il concetto di “grave illecito professionale”, insieme a rilievi su possibili condotte anticoncorrenziali. Una decisione che arriva al termine di verifiche e che riguarda un settore – quello sanitario – particolarmente delicato.

La sequenza è ciò che colpisce di più. L’ingresso, seguito da approfondimenti e poi dall’uscita. Non un caso isolato, ma un passaggio che si inserisce in un contesto più ampio fatto di contenziosi, verifiche e ricostruzioni giornalistiche che citano anche indagini sugli appalti pubblici.

In questo scenario, il tema non è solo giuridico. È anche industriale. Dussmann, infatti, è presente in numerosi contratti con grandi realtà pubbliche e partecipate, tra cui Eni (contratto da 8 milioni per il catering offshore siglato ad agosto scorso) e Trenitalia (appalto da 38,9 milioni con scadenza a gennaio 2028). Rapporti costruiti nel tempo, proprio grazie alla capacità del gruppo di gestire servizi complessi su larga scala.

Secondo quanto emerge da ambienti vicini al settore, le vicende recenti avrebbero spinto alcuni di questi committenti a monitorare con maggiore attenzione la situazione.

Più che le singole contestazioni, è la loro successione a essere osservata con attenzione. Anche da chi, con Dussmann, ha costruito negli anni rapporti industriali rilevanti.