Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis apre alla richiesta italiana di maggiore flessibilità fiscale per fronteggiare la nuova crisi energetica, ma avverte che ogni intervento dovrà restare “mirato” e compatibile con la sostenibilità dei conti pubblici. Al termine dell’Eurogruppo di Nicosia, Dombrovskis ha riferito che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “ha sollevato il punto” della flessibilità, anche alla luce della lettera inviata dalla premier Giorgia Meloni alla Commissione europea. Bruxelles, ha spiegato, sta valutando “diverse opzioni”, comprese quelle già previste dal quadro fiscale europeo e dalle clausole di flessibilità del Patto.
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Il commissario ha però ribadito che lo spazio fiscale degli Stati membri resta limitato e che eventuali misure dovranno essere temporanee e selettive, evitando interventi generalizzati a sostegno dei consumi di combustibili fossili. Secondo Dombrovskis, la risposta europea deve concentrarsi sull’attenuazione degli effetti più acuti del caro-energia senza compromettere la stabilità dei bilanci pubblici.
Arrivando alla riunione dell’Eurogruppo che precede l’Ecofin informale di Cipro, Dombrovskis ha inoltre sottolineato come l’economia dell’Unione europea e dell’Eurozona si stia dimostrando “in larga misura resiliente” al nuovo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente. Una tenuta, ha osservato, resa possibile dalle misure adottate dopo la crisi del 2022: diversificazione delle fonti energetiche, rafforzamento delle interconnessioni, riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati, sviluppo delle energie rinnovabili e maggiore efficienza energetica.
Per il commissario europeo, proprio l’attuale fase conferma la necessità di non allontanarsi dagli obiettivi strategici della transizione energetica. “È importante – ha affermato – non distogliere l’attenzione dagli obiettivi di lungo termine di decarbonizzazione dell’economia e di affrancamento dalla dipendenza dai combustibili fossili importati”.

