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Eni, Descalzi: “Blocco Hormuz? Evento più importante degli ultimi 40 anni”. Poi la bomba: “Ci serve il gas russo”

L’ad del “cane a sei zampe” delinea tutti i rischi di questa crisi energetica

Eni, Descalzi: “Blocco Hormuz? Evento più importante degli ultimi 40 anni”. Poi la bomba: “Ci serve il gas russo”
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La guerra in Iran non è finita e con le nuove minacce di Trump su Hormuz si rischia che non solo continui ma che possa diventare anche mondiale, visti gli interessi che ruotano intorno a questo conflitto. “La tregua sappiamo che non è mai esistita. Dobbiamo mettere le cose in prospettiva. Quanto accade nel Golfo di Hormuz è probabilmente l’evento più importante negli ultimi 40 anni. Prima c’erano stati la Guerra del Golfo, la crisi finanziaria del 2008, la pandemia di Covid, la guerra in Ucraina, tutti eventi che avevano fatto cadere la domanda”. Lo ha detto l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, nel corso di un panel dedicato all’energia durante la scuola di formazione politica della Lega, interpellato sulla crisi in corso con il blocco dello stretto di Hormuz.

“Il mercato fisico del petrolio in Asia – ha specificato Descalzi – è a 150 dollari al barile, quello cartaceo atlantico è a 110. E quindi se c’è un cargo che parte dall’Africa o da qualsiasi altra parte dove va? La questione in questo momento non sono i prezzi sono i volumi che servono. L’Europa consuma circa 60 milioni di tonnellate di jet fuel, ne importa il 35%, perché negli ultimi 18 anni sono state chiuse 36 raffinerie perché si è detto che il petrolio e il gas non servono. Tutto quello che sta accadendo ci porta a dire che non c’è più capacità di raffinazione in Europa. O hai la capacità di produrre quel che ti serve o altrimenti rischi: sul jet fuel come sul gasolio”.

Poi Descalzi lancia la “bomba” sul gas di Putin. “Penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) che vengono dalla Russia. E suggerirei anche, come sta dicendo il governo italiano, di rivedere anche l’Ets, la tassa su tutta l’industria pesante”.