Si allarga il confronto sul futuro dell’ex Ilva. Durante l’informativa al Senato, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha annunciato che il gruppo indiano Jindal ha presentato una manifestazione di interesse per l’intero complesso siderurgico, aprendo così un nuovo fronte nella procedura in corso.
“I commissari poco fa mi hanno dato una notizia particolarmente rilevante, il gruppo indiano Jindal, primario operatore su scala globale, ha presentato anch’esso ieri sera una manifestazione d’interesse per l’intero complesso siderurgico con un piano industriale ambizioso, garantendo il processo di piena decarbonizzazione”.
L’offerta, ha spiegato Urso, sarà valutata dai commissari nell’ambito di una procedura che, rispetto a quella seguita in passato con Mittal, consente anche un miglioramento comparativo delle proposte. Un passaggio che, nelle intenzioni del governo, serve a tutelare meglio l’interesse nazionale.
Sul tavolo resta intanto anche il dossier Flacks. Il ministro ha ricordato che con il gruppo statunitense è in corso da gennaio un negoziato diretto e che i commissari attendono proprio nella giornata di oggi tutti i chiarimenti richiesti. Nel decreto che assegna ai commissari il mandato a trattare, ha sottolineato Urso, sono indicati tre requisiti considerati non negoziabili.
Questi sono “la disponibilità a cedere alcune aree a Taranto e a Genova, non più utilizzate per la produzione siderurgica, al fine di collocarvi progetti di reindustrializzazione che sono già in campo; la presenza nella compagine azionaria dell’offerente di uno o più soggetti industriali del settore siderurgico, al fine di rafforzare il know how dell’acquirente; da ultimo, ma direi in primis, la imprescindibilità dei requisiti di sostenibilità finanziaria dell’operazione nel tempo. I commissari attendono proprio per la giornata di oggi tutti i chiarimenti dall’offerente”.
L’ingresso di Jindal, nelle parole del ministro, cambia il peso del negoziato e può accelerare la definizione della cessione. “Eserciteremo anche il diritto di Golden Power per garantire al meglio ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale” ha riferito il Ministro.
Urso ha poi indicato anche l’orizzonte temporale su cui il governo lavora. La speranza è chiudere entro la fine di aprile, in una fase in cui il piano a ciclo corto di manutenzione e rilancio dovrebbe consentire all’impianto di tornare a produrre 4 milioni di tonnellate di acciaio. Un livello che molti considerano necessario per rendere competitivo il sito e per far partire subito il percorso di decarbonizzazione.
Per Urso: “La discesa in campo di Jindal apre una nuova fase del negoziato che speriamo possa portare il timone dell’ Ilva in mani sicure entro la fine del mese di aprile, quando l’impianto, come previsto nel piano a ciclo corto di manutenzione e di rilancio, sarà in grado di produrre 4 milioni di tonnellate d’acciaio, da molti considerato il livello necessario per essere competitivi, così anche da avviare subito il processo di decarbonizzazione”.

