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Ex Ilva, una sentenza complica tutto. E gli americani di Flacks ora potrebbero sfilarsi

Problemi ambientali da risolvere entro il 24 agosto. Il dettaglio

Ex Ilva, una sentenza complica tutto. E gli americani di Flacks ora potrebbero sfilarsi
ILVA

Ex Ilva, la sentenza che cambia tutto. Il governo cambia strategia

L’ex Ilva di Taranto è ancora più in bilico. A pochi giorni dal mancato dissequestro dell’altoforno 1, quello colpito da un incendio a maggio scorso, e con una serie di problemi aperti, ieri il Tribunale di Milano, pronunciandosi su un ricorso presentato anni addietro da 11 cittadini di Taranto contro la fabbrica ritenuta nociva e inquinante, ha stoppato alcune prescrizioni ambientali dell’Aia. Si tratta dell’autorizzazione all’esercizio degli impianti. Il Tribunale non ha cancellato o azzerato l’Aia, ma ha solo disapplicato alcune prescrizioni, ritenute inadeguate a fronte della situazione, e ha dato tempo all’azienda sino al 24 agosto per cambiarle e migliorarle. Il cambiamento, per i giudici, deve dare certezza sull’esecuzione degli interventi previsti. Se entro il 24 agosto nulla accadrà, l’area a caldo del siderurgico di Taranto dovrà fermarsi. Solo la modifica delle prescrizioni ambientali contestate, scrivono i giudici, può fermare la scadenza del 24 agosto.

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La decisione del Tribunale di Milano ha creato anzitutto due effetti. Il primo è che nel pomeriggio al ministero del Lavoro è stata sospesa la discussione sulla cassa integrazione chiesta dall’azienda per un anno dal primo marzo per 4.450 dipendenti di cui 3.800 a Taranto. Discussione sospesa poiché l’azienda vuole prima capire impatti e ripercussioni della sentenza, che probabilmente, annunciano fonti sindacali, sarà impugnata. Il secondo effetto riguarda la trattativa con Flacks Group, il fondo americano candidatosi ad acquisire tutta l’ex Ilva e con il quale i commissari stanno trattando. Fonti vicini al dossier temono che Flacks, a cui la sentenza andrà comunicata, possa ora sfilarsi dall’operazione, poiché il quadro è cambiato e la parte ambientale è divenuta più onerosa economicamente, e a quel punto salterebbe anche il prestito ponte che la Commissione UE di recente ha autorizzato per l’ex Ilva sino ad un massimo di 390 milioni per consentirne la continuità produttiva in vista del passaggio al nuovo acquirente.

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