
Si è conclusa la sfida farmaceutica sul medicinale anti-obesità e c’è un vincitore: Ely Lilly. Niente da fare per la danese Novo Nordisk. Il mix anti-obesità CagriSema, una combinazione a dose fissa di cagrilintide 2,4 mg e semaglutide 2,4 mg, ha fallito l’obiettivo principale nello studio clinico di fase 3 ‘Redefine 4’ della durata di 84 settimane, che ha valutato il nuovo farmaco sperimentale – somministrato sottocute 1 volta a settimana – confrontandolo con tirzepatide 15 mg dell’americana Eli Lilly. Le azioni di Novo Nordisk sono crollate del 16,5% in borsa, dopo i deludenti risultati. Il trial, con disegno in aperto (ricercatori e partecipanti erano a conoscenza del prodotto che ricevevano), ha coinvolto 809 pazienti con obesità (peso medio basale di 114,2 kg) e una o più comorbilità. In caso di aderenza completa alla terapia, il gruppo trattato con CagriSema ha ottenuto una perdita di peso del 23% rispetto al 25,5% con tirzepatide.
“Lo studio non ha raggiunto il suo endpoint primario, ovvero dimostrare la non inferiorità di CagriSema rispetto a tirzepatide in termini di perdita di peso dopo 84 settimane”, ha comunicato Novo Nordisk. Il programma globale di sperimentazione clinica Redefine però continua: “Ulteriori studi stanno esplorando il potenziale di perdita di peso di CagriSema, comprese le combinazioni a dosaggio più elevato”, ha precisato il gruppo scandinavo.
“Siamo soddisfatti della perdita di peso del 23% ottenuta con CagriSema in questo studio clinico in aperto – ha dichiarato Martin Holst Lange, executive vice president, R&D e chief scientific officer di Novo Nordisk – CagriSema ha il potenziale per essere il primo prodotto a base di una combinazione Glp-1/amilina ad arrivare sul mercato per il trattamento di persone obese, dimostrando che cagrilintide si aggiunge ai benefici di semaglutide e offre effetti additivi clinicamente significativi sulla perdita di peso”.
