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Guerra, si cerca il pilota Usa disperso. Missili sulla centrale nucleare di Bushehr. Pasdaran, colpita con droni a Hormuz una nave legata a Israele- LIVE

Corsa tra Washington e Teheran per trovare il disperso dell’F-15

Guerra, si cerca il pilota Usa disperso. Missili sulla centrale nucleare di Bushehr. Pasdaran, colpita con droni a Hormuz una nave legata a Israele- LIVE
Guerra in Iran, gli aggiornamenti di sabato 4 aprile
Trentaseiesimo giorno di guerra: prosegue l’escalation del conflitto in Medio Oriente
Inizio diretta: 04/04/26 07:00
Fine diretta: 04/04/26 22:00
Pasdaran, colpita con droni a Hormuz una nave legata a Israele

I Pasdaran affermano di aver preso di mira una nave “legata a Israele” nello Stretto di Hormuz con un attacco di droni, provocando un incendio. Il comando della Marina della Guardia Rivoluzionaria ha riferito su X che la nave colpita, che “è legata al regime sionista” e “ha preso fuoco”, si chiama Msc Ishyka. Secondo siti specializzati, l’imbarcazione è una portacontainer battente bandiera liberiana.

Iran: Araghchi, vogliamo condizioni per vera fine guerra

L’Iran non ha rifiutato la mediazione del Pakistan, ma pretende condizioni chiare per una pace definitiva. A chiarirlo è stato il ministro egli Esteri, Abbas Araghchi, su X. “La posizione dell’Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad”, ha assicurato. “Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta”, ha aggiunto.

Il ministro ha poi ammonito che l’attacco al sito nucleare di Bushehr avrà conseguenze nel Golfo persico. “Ricordate l’indignazione occidentale per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per ben quattro volte”, ha scritto su X. “Le ricadute radioattive porranno fine alla vita nelle capitali del Consiglio di Cooperazione del Golfo, non a Teheran”, ha ammonito. “Gli attacchi alle nostre industrie petrolchimiche perseguono obiettivi concreti”, ha aggiunto.

Forti esplosioni in Kuwait; nel sud dell'Iran colpito un cementificio

Forti esplosioni sono state segnalate in Kuwait, secondo quanto riferito dalla tv di stato iraniana. Intanto, un attacco condotto da Stati Uniti e Israele ha colpito un cementificio nel sud dell’Iran, senza causare vittime né interrompere le attività dell’impianto, secondo quanto riferito dai media locali. L’agenzia Tasnim, citando il vicegovernatore della provincia meridionale di Hormozgan, Ahmad Nafisi, ha affermato che il raid ha preso di mira lo stabilimento di Bandar Khamir. “L’attacco americano-sionista contro il cementificio di Bandar Khamir non ha provocato vittime”, ha dichiarato il funzionario. Nafisi ha aggiunto che le operazioni dell’impianto “sono proseguite normalmente” nonostante il bombardamento.

Intanto, le forniture di gas iraniano alla regione meridionale dell’Iraq sono state completamente interrotte, secondo quanto dichiarato ad Al Jazeera dal portavoce del ministero iracheno dell’Elettricità.

Iran: colpito terminal a confine con Iraq. Autorizzato il transito di navi umanitarie attraverso Hormuz

Un terminal alla frontiera tra Iran e Iraq è stato colpito da bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani.

Intanto, le autorità iraniane hanno autorizzato il transito da Hormuz di navi che trasportano beni di prima necessità e umanitari, secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim.”È stato autorizzato il transito di navi che trasportano beni di prima necessità e umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz verso i porti iraniani o quelli situati nel Mare di Oman”, si legge.

Iran, Aiea: "Nessun aumento dei livelli di radiazione dopo l'attacco alla centrale nucleare di Bushehr"

L’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, riferisce che “non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione” dopo che un proiettile ha colpito un’area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane.  L’Iran ha inoltre informato l’Aiea – si legge in un posto dell’agenzia – che un membro del personale addetto alla protezione fisica del sito è rimasto ucciso da una scheggia del proiettile e che un edificio all’interno del sito è stato colpito da onde d’urto e frammenti.

Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, esprime “profonda preoccupazione per l’incidente e afferma che i siti delle centrali nucleari o le aree circostanti non devono mai essere attaccati, sottolineando che gli edifici ausiliari del sito possono contenere attrezzature di sicurezza vitali”. Ribadendo l’appello alla massima moderazione militare per evitare il rischio di un incidente nucleare, Grossi sottolinea ancora una volta “l’importanza fondamentale di attenersi ai 7 pilastri per garantire la sicurezza nucleare durante un conflitto”.

Libano: Giacarta, "inaccettabile" attacco a Unifil

Giacarta ha condannato come “inaccettabile” l’attacco in cui ieri sono rimasti feriti tre caschi blu indonesiani nel sud del Libano, pochi giorni dopo la morte di altri tre militari dell’Unifil.
La Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano ha riferito che un’esplosione è avvenuta all’interno di una struttura vicino a El Adeisse, ferendo tre caschi blu che sono stati immediatamente trasportati in ospedale. Due di loro sono in gravi condizioni.

Il Centro di Informazione delle Nazioni Unite (Unicipal) a Giacarta ha confermato che tutti e tre erano indonesiani e che la causa dell’esplosione è sconosciuta. “Attacchi o incidenti ripetuti di questo tipo sono inaccettabili”, ha dichiarato il ministero degli  Esteri indonesiano in un comunicato.

Iran: Houthi, Usa hanno perso il controllo della guerra

Gli Stati Uniti hanno perso il controllo della guerra dalla seconda settimana di combattimenti. A sostenerlo è Nasr al-Din Amer, esponente di spicco degli Houthi yemeniti, intervistato dall’agenzia iraniana Irna. “La risposta rapida e potente delle prime ore ha dimostrato che i calcoli dei nemici erano sbagliati”, ha detto. L’Iran “ha dimostrato di essere più forte del previsto e ben presto di sono visti segnali di confusione e perdita di controllo”, ha proseguito. Stati Uniti e Israele contavano su una rivolta interna “che non c’è stata” e anzi il sostegno popolare “è stato un fattore chiave del fallimento del nemico”, ha assicurato.

Iran, nuovo attacco missilistico su Israele. L'Idf: "Hezbollah ci ha preso di mira"

L’Iran ha lanciato un nuovo attacco missilistico su Israele, come annunciato dall’Idf. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha infatti dichiarato che “Gli Houthi sono tornati a prendere di mira Israele” e che “Hezbollah ha preso di mira Kiryat Shmona con i suoi missili”. Si riferisce anche che le forze yemenite di Ansarullah hanno colpito i territori occupati con i droni”.

Intanto, un missile è caduto vicino alla nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, e uno degli addetti alla sicurezza dell’impianto è rimasto ucciso. Lo riferisce la Tass citando l’Agenzia iraniana per l’energia atomica. Secondo l’agenzia “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.

Raid Israele-Usa su impianti petrolchimici a sud-ovest

Un raid israelo-americano ha preso di mira gli impianti petrolchimici iraniani di Bandar Imam e Abu Ali, nel sud-ovest del Paese. Lo ha riferito il vice responsabile della sicurezza del governatore del Khuzestan all’agenzia iraniana Tasnim. “Potenti esplosioni si sono verificate nella Zona Petrolchimica Speciale di Mahshahr” nella provincia del Khuzestan, ha riferito l’agenzia di stampa Fars, citando il vice governatore della regione. Secondo Fars, l’”attacco israelo-americano” ha colpito tre aziende nella zona, mentre, riporta Tasnim, “l’entità dei danni rimane sconosciuta”. Il bilancio provvisorio è di 5 feriti. Un portavoce dell’Organizzazione della Zona Economica Speciale Petrolchimica ha annunciato la completa evacuazione del personale da tutte le unità industriali operanti nella zona, incluso l’impianto di Yeghe a Mahshahr.

Intanto, un miliziano della coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi è rimasto ucciso in un attacco al confine tra Siria e Iraq. Lo ha dichiarato l’alleanza che accusa Stati Uniti e Israele.
“Questo vile attacco ha provocato il martirio di un combattente delle Forze di Mobilitazione Popolare e il ferimento di altri quattro, oltre che di un membro del ministero della Difesa”, si legge in una breve dichiarazione del gruppo ora parte integrante delle forze armate regolari irachene.
Le Forze di Mobilitazione Popolare includono anche fazioni filo-iraniane e sono state ripetutamente prese di mira dall’inizio della guerra in Medio Oriente.

Dubai, la sede di Oracle colpita da un attacco missilistico iraniano

Gli uffici di Oracle nel polo economico degli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco iraniano. Lo hanno confermato fonti di Dubai assicurando che si è trattato di un “incidente di lieve entità” che ha danneggiato la facciata dell’edificio. Pochi giorni fa Teheran aveva minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi e oggi il distretto di Internet City a Dubai è stato preso di mira. Non sono stati segnalati feriti nè sono stati forniti ulteriori dettagli sui danni. La legge degli Emirati sui crimini informatici vieta di fotografare l’impatto di attacchi iraniani a meno che non vengano pubblicati attraverso canali ufficiali.

Molte delle aziende che l’Iran ha minacciato di attaccare si trovano nel distretto di Internet City  e nei giorni scorsi i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inserito 18 aziende statunitensi, tra cui Oracle, nell’elenco degli obiettivi. Le autorità di Dubai hanno aggiunto di essere intervenute poche ore prima per “un incidente causato da detriti di un’intercettazione aerea caduti sulla facciata di un edificio nella zona di Dubai Marina”, un’area di lusso nel centro della città.

Iran: repressione non si ferma, giustiziati due oppositori

Le esecuzioni di oggi vengono dopo le quattro di pochi giorni fa di altrettanti membri dei Mojaheddin del Popolo (Mek), un’organizzazione che per il regine è fuorilegge. “Abolhassan Montazer e Vahid Baniamerian sono stati impiccati dopo il processo e la conferma delle condanne da parte della Corte Suprema”, ha riportato sabato il sito web della magistratura Mizan.
I due uomini sono stati giudicati colpevoli di tentata “ribellione attraverso il coinvolgimento in molteplici atti terroristici”, nonché di appartenenza al Mek e di aver compiuto atti di sabotaggio volti a rovesciare la Repubblica Islamica.

Il Mek, che inizialmente aveva sostenuto la rivoluzione islamica del 1979 prima di entrare in conflitto con la leadership negli anni ’80, è da allora in esilio. Dall’inizio della guerra, ha giustiziato diverse persone, tra cui, giovedì scorso, un uomo condannato per aver agito per conto di Israele e degli Stati Uniti durante un’ondata di proteste antigovernative all’inizio del 2026. Il 19 marzo, sono state giustiziate altre tre persone condannate per l’omicidio di agenti di polizia durante le proteste.Sempre a marzo, l’Iran ha giustiziato Kouroush Keyvani, cittadino con doppia cittadinanza iraniana e svedese, con l’accusa di spionaggio a favore di Israele, suscitando la condanna di Stoccolma e dell’Unione europea.

Intanto, il capo della magistratura Gholam Hossein Mohseni-Ejei, ha dichiarato che non ci sarà nessuna clemenza per gli iraniani che sposino la causa del nemico. “Quanti minano la sicurezza psicologica e fisica della popolazione e, con i loro atti criminali, fanno il gioco del nemico aggressore e ne sono diventati i soldati, devono sapere che non ci sarà alcuna clemenza o concessione nei loro confronti”, ha detto in un messaggio rilanciato dalla tv di Stato. “In un momento in cui il vile nemico invasore ripone grandi speranze nel creare e diffondere insicurezza all’interno del Paese, tutti i suoi agenti e lacchè devono sapere” che “saranno trattati con decisione e così da fungere da deterrente”.

Iran: da Ghalibaf minacce contro lo Stretto di Bab el-Mandeb

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha lanciato oggi una minaccia velata contro un altro punto di strozzatura della navigazione in Medio Oriente, lo Stretto di Bab el-Mandeb tra lo Yemen nella Penisola Arabica e il Corno d’Africa.

Il Bab el-Mandeb – ricorda la Cnn – è l’accesso meridionale al Mar Rosso e al Canale di Suez, che dà accesso al Mar Mediterraneo. “Quale quota delle spedizioni globali di petrolio, GNL, grano, riso e fertilizzanti attraversa lo Stretto di Bab-el-Mandeb? Quali paesi e aziende rappresentano i maggiori volumi di transito attraverso lo stretto?” ha scritto Ghalibaf in un post su X.

Non a caso il gruppo armato degli Houthi dell’Iran in Yemen si trova sulle rive del Bab el-Mandeb e nel novembre 2023 ha iniziato ad attaccare navi nel Mar Rosso per mostrare solidarietà con i palestinesi a Gaza contro Israele. Gli attacchi causarono una forte riduzione del traffico navale attraverso il Mar Rosso – di oltre il 50%, secondo alcune stime – e le aziende videro i costi e i tempi di spedizione aumentare mentre le navi venivano deviate intorno al Capo di Buona Speranza, all’estremità meridionale dell’Africa.

Secondo il World Economic Forum, il 12% del commercio globale totale e il 30% del traffico container mondiale transitano per il Canale di Suez. Circa il 6% del petrolio mondiale trasportato via mare transita per il Bab el-Mandeb, secondo l’Agenzia per l’Informazione sull’Energia degli Stati Uniti. Il Mar Rosso è anche uno sbocco secondario per le esportazioni di petrolio saudita per evitare lo Stretto di Hormuz. Il porto di Yanbu, situato sulla via d’acqua, è la fine di un oleodotto attraverso il quale l’Arabia Saudita può trasportare 7 milioni di barili di petrolio greggio al giorno.

Iran: attacco missilistico in Israele, ferito un uomo di 79 anni

Una persona è rimasta ferita dopo un attacco con un missile balistico iraniano che ha lanciato munizioni a grappolo nel centro di Israele. Lo hanno reso noto i media israeliani nelle prime ore di sabato mattina. Il servizio di emergenza Magen David Adom (MDA) ha riferito che “un uomo di 79 anni è rimasto ferito quando è stato colpito dall’impatto di detriti trasportati dall’onda d’urto di un missile con munizioni a grappolo a Kiryat Ata, vicino a Haifa”. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato l’attacco e hanno emesso un allarme con l’ordine di “entrare in spazi protetti”, mentre “i sistemi di difesa hanno operato per intercettare la minaccia”. (AGI)

Il Canale 12 israeliano ha riferito che per l’emergenza “sono state ricevute chiamate da 17 luoghi dove si sono verificati gli impatti. Tra le città dove sono stati segnalati danni ci sono Tel Aviv, Bnei Brak, Givatayim, Givat Shmuel, Petah Tikva e Rosh HaAyin. “È stato un missile frammentato che ha colpito sei città diverse, ha causato un incendio in un appartamento a Rosh HaAyin, ha danneggiato un edificio a Petah Tikva e colpito anche a Tel Aviv”, secondo il sito di notizie Ynet.

Esplosioni a Teheran e tensioni nello Stretto di Hormuz. Raid isreaeliani contro il Beirut

Diverse esplosioni sono state segnalate a nord di Teheran, alimentando ulteriormente il clima di instabilità. Sul fronte diplomatico, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rinviato il voto su una risoluzione promossa dal Bahrein per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico globale di petrolio. Il testo, già modificato per includere solo misure difensive, resta bloccato per l’opposizione di Russia e Cina.

Nel frattempo, il conflitto si estende anche al Libano. Raid israeliani hanno colpito la periferia sud di Beirut, con l’esercito di Israele che ha dichiarato di aver preso di mira infrastrutture di Hezbollah. Si registrano inoltre tre nuovi feriti tra i caschi blu, segnale di un coinvolgimento sempre più rischioso anche per le forze internazionali presenti nell’area.

Iran, si fa festa a Teheran dopo la notizia degli abbattimenti di due aerei Usa

Si fa festa per le strade di Teheran dopo la notizia, diffusa dall’esercito iraniano, dell’abbattimento nel giro di poche ore di due aerei statunitensi, un A-10 e un altro velivolo da combattimento. Al Jazeera riferisce, in particolare, che le celebrazioni in corso in queste ore riflettono l’entusiasmo di un intero Paese orgoglioso del suo sistema di difesa e delle capacità del suo esercito. E questo soprattutto dopo che gli americani hanno ripetuto più volte, a cominciare dal presidente Trump, che le capacità di difesa aerea dell’Iran erano state completamente annientate.

L'Iran abbatte due aerei militari USA, si cerca un pilota disperso. Il Pentagono: "Dall' inizio del conflitto morti 13 militari, feriti 365"

L’Iran ha abbattuto due aerei militari statunitensi nel corso delle ultime ore, in quello che rappresenta uno degli episodi più rilevanti dall’inizio del conflitto con gli Stati Uniti, giunto al 36° giorno. A preoccupare maggiormente è il destino incerto di uno dei piloti, ancora disperso, mentre sono in corso operazioni di ricerca e recupero particolarmente delicate. La giornata di ieri, infatti, si è aperta con la notizia della caduta di un caccia F-15E nella regione di Kohgiluyeh, nella provincia iraniana di Boyer-Ahmad. Le immagini del velivolo abbattuto sono state diffuse dalla televisione di Stato iraniana, che ha anche annunciato una ricompensa per chiunque contribuisca alla cattura del pilota americano disperso.

Uno dei membri dell’equipaggio risulta essere stato recuperato, mentre non si hanno notizie del secondo. Le operazioni di ricerca hanno coinvolto anche due elicotteri UH-60 Black Hawk, colpiti durante le manovre: diversi militari sono rimasti leggermente feriti, ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. Nonostante la gravità dell’episodio, Donald Trump ha minimizzato l’impatto dell’accaduto sui negoziati con Teheran: “È la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato in un’intervista telefonica a NBC News, lasciando intendere che i contatti diplomatici potrebbero proseguire.

Intanto, il Pentagono ha aggiornato il bilancio dell’Operazione “Epic Fury”: sono 365 i militari americani feriti dall’inizio dell’intervento, con 13 vittime. La maggior parte dei feriti appartiene all’Esercito, seguito da Marina, Marines e Aeronautica.