Equita ha azzerato dalla sua valutazione di Tim, di cui continua a mantenere una indicazione Buy con target Price a 0,70 euro per azione, la possibilità di ottenere qualche beneficio dall’accordo per la realizzazione di una rete unica tra Fibercop e Open Fiber. Il “premio” earn-out che può raggiungere i 2 miliardi di euro oltre a quelli già pagati per la rete dal fondo Kkr è infatti riscuotibile solo in caso di definizione degli accordi entro la fine del 2026.
Tra i due operatori di rete ci sarebbero soltanto discussioni per definire accordi commerciali per la condivisione del network senza duplicazioni nelle aree bianche e grigie, ossia quelle con scarsa densità abitativa e dunque pochi potenziali abbonati, anche se il governo, secondo indiscrezioni, continuerebbe a spingere per valutare operazioni di ampia portata. Nel frattempo Tim ha praticamente raggiunto in Borsa il valore dell’Opas (0,635 euro ad azione) proposta da Poste Italiane, che non viene considerata dal mercato particolarmente generosa.
L’offerta della società guidata dal riconfermato amministratore delegato Matteo del Fante, prevede infatti una valutazione del titolo Tim pari a 0,635 euro ad azione ( 0,167 in contanti più 0,0218 nuove azioni di Poste Italiane). Il Cda di Tim non ha espresso nessuna valutazione particolare sull’offerta, specificando soltanto che “è in corso di valutazione” ma, visto il peso degli azionisti governativi in entrambe le società, sarà difficile per la compagine guidata da Pietro Labriola, rifiutarla. E dunque solo il mercato, invocato dallo stesso Labriola come giudice dell’operazione, potrebbe farla naufragare.

