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Fondazione Barilla in campo contro lo spreco alimentare, così il Grand Tour del Libro del Risparmio ha conquistato oltre 2 milioni di italiani

Ai microfoni di Affaritaliani Nicola Corradi, responsabile relazioni esterne di Fondazione Barilla e Maria Emilia Gadda, vice presidente della Commissione agricoltura alla Camera

Fondazione Barilla in campo contro lo spreco alimentare, così il Grand Tour del Libro del Risparmio ha conquistato oltre 2 milioni di italiani

Dopo aver attraversato nove città italiane, il progetto artistico itinerante arriva a Milano

“Il Grand Tour del Libro del Risparmio di Fondazione Barilla arriva oggi a Milano, la tappa conclusiva di un percorso che ci ha portato ad attraversare l’Italia, passando per dieci città. Un viaggio che ci ha restituito dei numeri importanti per la Fondazione”. Inizia così il racconto di Nicola Corradi, responsabile relazioni esterne di Fondazione Barilla, che ad Affaritaliani riassume il senso del percorso itinerante partito lo scorso febbraio da Roma. Il primo dato- spiega Corradi- “è senza dubbio quello dei libretti del risparmio che abbiamo distribuito tra gli italiani: oltre 1.600.000 tra copie fisiche e digitali”, riferendosi al Libro del Risparmio – 120 azioni contro lo spreco alimentare per risparmiare dentro e fuori casa”, la guida distribuita lungo le tappe del tour e scaricabile anche attraverso un qr code, pensata per tradurre la sensibilizzazione in pratiche quotidiane contro lo spreco domestico.

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“Il secondo– aggiunge il responsabile relazione esterne di Fondazione Barilla- è quello delle persone che siamo riusciti a conquistare nelle varie tappe nel tour in giro per l’Italia, grazie alla nostra installazione. L’opera d’arte che abbiamo costruito, grazie al lavoro degli artisti Virgilio Villoresi e Mauro Seresini,è riuscita a intercettare oltre 2,5 milioni di persone che in questi dieci appuntamenti tra Nord e Sud dell’Italia si sono fermate davanti alla teca, rimanendo toccate dai temi dello spreco e risparmio alimentare”. L’opera, che rimarrà in piazza Cordusio a Milano fino al 10 maggio, è concepita come un grande libro animato nello spazio pubblico, che unisce scenografie tridimensionali e linguaggio visivo per trasformare il tema dello spreco in esperienza diretta.

Fondazione Barilla in campo contro lo spreco alimentare, così il Grand Tour del Libro del Risparmio ha conquistato oltre 2 milioni di italiani
Fondazione Barilla in campo contro lo spreco alimentare, così il Grand Tour del Libro del Risparmio ha conquistato oltre 2 milioni di italiani

Corradi sottolinea poi la risposta positiva del pubblico: “Il fatto che ci sia attenzione verso questi temi e che tante persone si siano dimostrate interessate nel ricevere il libretto a casa, nello scaricarlo in formato digitale, ma anche nell’avvicinarsi a un’opera d’arte interattiva, è un segnale molto importante per noi, ma anche per l’Italia”. “Noi tutti dobbiamo mettere più attenzione nei nostri gesti quotidiani, in quello che facciamo dentro e fuori casa, perché basta veramente poco per poter fare la differenza e per evitare questo enorme spreco di cibo, quei 100 kg che una famiglia italiana getta via in media ogni anno”, conclude Corradi.

Sulla stessa scia Paolo Barilla, vice presidente di Fondazione Barilla, che sottolinea come con il Grand Tour si sia voluto “portare il messaggio del Libro del Risparmio fuori dai contesti tradizionali, incontrando le persone nella loro quotidianità. Piccoli gesti possono generare un impatto concreto, non solo per l’ambiente ma anche per il bilancio delle famiglie, che con un approccio più consapevole in cucina possono arrivare a risparmiare anche 500 euro all’anno”.

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Una sfida quanto mai attuale: secondo infatti l’ultimo Osservatorio Waste Watcher International (Report Febbraio 2026) in Italia ogni persona spreca mediamente 554 grammi di cibo a settimana, per un valore complessivo di oltre 7 miliardi di euro l’anno, mentre l’insicurezza alimentare coinvolge il 14,36% della popolazione.

Non mancano inoltre differenze territoriali: il Nord Italia si conferma l’area più virtuosa, con livelli di spreco inferiori alla media nazionale, un contesto in cui si inserisce anche l’esperienza di Milano. L’approdo nel capoluogo lombardo richiama infatti l’impegno della città verso una riduzione degli sprechi e una maggiore attenzione al valore del cibo. Milano rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento nelle politiche alimentari urbane, grazie alla sua Food Policy nata dall’eredità di Expo 2015 (“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”) e al ruolo di promotrice del Milan Urban Food Policy Pact, che riunisce centinaia di città nel mondo. Solo nel 2025, la città ha recuperato oltre 1.057 tonnellate di eccedenze alimentari, contribuendo concretamente al sostegno delle fasce più fragili.

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In foto da sinistra a destra: Mauro Seresini, Maria Emilia Gadda e Nicola Corradi

FONDAZIONE BARILLA, GUARDA LA VIDEO INTERVISTA DI AFFARITALIANI A MARIA EMILIA GADDA

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In foto Maria Emilia Gadda

Accanto alla dimensione culturale del progetto si inserisce anche quella istituzionale, raccontata ad Affaritaliani da Maria Emilia Gadda, vice presidente della Commissione agricoltura alla Camera e promotrice della legge antispreco entrata in vigore dieci anni fa. “La legge 166 del 2016 rappresenta un impegno concreto nella direzione della prevenzione dello spreco alimentare e soprattutto nel dare valore a quelle eccedenze che si generano nella filiera produttiva e che trovano nuova destinazione nel mondo del terzo settore che risponde a tanti bisogni sociali importanti”, dichiara Gadda ai microfoni di Affaritaliani.

“I risultati – spiega la vice presidente della Commissione agricoltura alla Camera- sono quantitativi, abbiamo centinaia di migliaia di tonnellate sottratte allo spreco di alimenti buoni, sani, sicuri e consumabili, ma soprattutto la differenza della ricetta italiana contro lo spreco alimentare rispetto ad altri paesi europei è proprio aver coinvolto tutta la filiera agroalimentare, dall’agricoltura fino alla produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione degli alimenti, includendo ristorazione e grandi eventi. Le semplificazioni burocratiche e le agevolazioni fiscali hanno ampliato il coinvolgimento non solo della grande distribuzione ma anche del commercio di prossimità. Un salto in avanti è stato fatto anche sui beni a vita breve, ampliando un sistema che prima era concentrato soprattutto sui prodotti a lunga conservazione”.

La legge ha avuto soprattutto un impatto culturale. “La responsabilità sociale di impresa incontra la risposta ai bisogni e soprattutto ha agito anche sul fronte della prevenzione, perché è vero che l’eccedenza si genera a valle, ma misurare e utilizzare la legge 166 significa anche prevenire, migliorare la soddisfazione dei clienti all’interno di un punto vendita, provare anche a ridurre la generazione delle eccedenze attraverso la prevenzione dei processi produttivi”, sottolinea Gadda.

“E poi ci sono le iniziative culturali, perché finalmente si sono uniti dei tasselli che coinvolgono le scuole e le università. Ed eventi come quello di Fondazione Barilla ci aiutano a dire che una risposta completa deve essere collettiva, dove ciascuno si assume una responsabilità nella quotidianità, perché non si spreca quello a cui si dà valore”, aggiunge la vice presidente della Commissione agricoltura alla Camera.

“L’ultimo aspetto riguarda i beni inclusi nella legge 166, non solo cibo ma anche farmaci, giocattoli, libri, prodotti per l’igiene della persona e della casa, apparecchiature elettroniche, tessili e mobili. Da un lato sono tante le filiere che generano eccedenze, dall’altro i bisogni quotidiani delle persone, sempre più in difficoltà, sono in costante aumento. Per questo è necessario dare una risposta”, conclude Gadda.

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