Un’iniziativa con il patrocinio di MASE e Kyoto Club per aiutare l’Italia a raggiungere l’obiettivo dei 122 GWh entro il 2030 e rendere la transizione più solida e impermeabile alle crisi internazionali. Già 35 imprese del settore coinvolte.
La transizione energetica europea sta entrando in una nuova fase. Dopo una stagione concentrata sull’espansione della capacità rinnovabile, il tema si sta spostando sulla capacità di rendere il sistema energetico stabile, governabile e competitivo. L’Italia ha fissato un obiettivo di 122 GWh di capacità di accumulo al 2030 a fronte dei 18 GWh attualmente installati.
Le rinnovabili restano indispensabili, ma richiedono un sistema elettrico in grado di gestirne la variabilità, poiché la volatilità penalizza imprese e consumatori. A una minore dipendenza dai combustibili fossili, corrisponde la necessità di strumenti in grado di gestire discontinuità e variabilità. L’importanza della stabilità è resa ancora più evidente dal contesto geopolitico, a partire dalla crisi nello Stretto di Hormuz. È una corsa già cominciata, che si svolge in un sistema in cui, fino a oggi, non esisteva alcuna piattaforma nazionale dedicata alla filiera degli accumuli energetici.
È dentro questa consapevolezza che si colloca la nascita del Tavolo Nazionale sugli Accumuli, promosso da Globe Italia con il patrocinio del MASE e di Kyoto Club. Non come iniziativa settoriale, ma come tentativo di costruire una prima e originale piattaforma di confronto e coordinamento in un contesto in cui è mancata finora una sede stabile capace di allineare politiche industriali, regolazione e investimenti lungo l’intera filiera.
“Nel primo incontro, con la partecipazione di 30 aziende della filiera energetica, tra cui 5 top players, è emersa con chiarezza la necessità di una strategia organica che riconosca lo storage come infrastruttura di sistema: una leva strutturale per garantire adeguatezza, stabilità di rete, flessibilità della domanda ed elettrificazione dei consumi industriali”, spiega Matteo Favero, presidente di Globe Italia.
Il Tavolo si struttura lungo tre direttrici operative: un Policy Hub, orientato a favorire e definire, per quanto di competenza, un quadro legislativo utile nonché un’interlocuzione strutturata con MASE, MIMIT, ARERA e Parlamento; un Market Observatory, dedicato al monitoraggio della capacità installata, dei costi e della pipeline progettuale a livello nazionale ed europeo; e una Industrial Alliance, finalizzata al coordinamento tra utility, produttori, industria hard-to-abate e finanza lungo l’intera supply chain. L’approccio è tecnologicamente neutro, nella consapevolezza che la flessibilità energetica non può essere affidata a una singola tecnologia, ma richiede un ecosistema integrato.
Nei prossimi mesi l’attività proseguirà attraverso incontri destinati a evolvere progressivamente in gruppi di lavoro tematici, con un primo focus dedicato alla politica industriale e alle principali criticità che ancora caratterizzano il settore, dal financing al permitting, al centro di un primo appuntamento operativo previsto già per il prossimo 18 giugno. “In un contesto in cui la governance dell’energia è diventata un tema di sovranità industriale, la moltiplicazione degli spazi di dibattito, delle iniziative e dei tavoli rischierebbe di causare ulteriori ritardi all’iniziativa italiana. La disorganizzazione interna ha un costo che inizia a diventare visibile. La sfida è opposta: costruire convergenza,” conclude Favero.

