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Economia
Grecia, Tsipras: "Il Fmi ha responsabilità criminale"

Il destino della Grecia resta appeso a un filo e le borse attendono con il fiato sospeso gli sviluppi di un negoziato che fatica a sbloccarsi. Il "principale fattore" che blocca le trattative sulla ripresa dei finanziamenti ad Atene è costituito dalle "divergenze tra Commissione Ue e Fondo Monetario Internazionale sulla ristrutturazione del debito", ha spiegato il primo ministro ellenico, Alexis Tsipras, aggiungendo che "è cruciale raggiungere un accordo fattibile con i creditori, non uno che tra sei mesi riporti la Grecia nella situazione attuale". Creditori che comunque "vogliono umiliare il governo greco".

Tsipras ha poi criticato la Bce per "insistere su una linea di strangolamento finanziario" - nonostante Francoforte da mesi stia letteralmente tenendo in piedi l’intero sistema bancario greco con massicce iniezioni di liquidità - e il Fondo monetario di "responsabilità criminale", un’accusa pesante che certo non aiuta a rassenerare il clima. "Siamo in questa posizione perché il Fmi prevale sulla durezza delle misure di austerità e la Ue ha la meglio quando si tratta di negare un dibattito sulla sostenibilità del nostro debito". "Fissarsi sui tagli, molto probabilmente fa parte di un piano per umiliare un intero popolo che nei passati cinque anni ha sofferto per colpe non sue - ha detto il leader 40enne che è ormai una bandiera della sinistra europea - È giunto il momento che le proposte del Fmi vengano giudicate dall'opinione pubblica, dall'Europa".

Nonostante le "dichiarazioni aggressive", ha però puntualizzato Tsipras, "ci sono forze in Europa che lavorano per un accordo equo". Il suo tentativo appare insomma quello di aprire una breccia nel fronte europeo, che non appare più coeso come qualche settimana fa. Anche all’interno del governo tedesco, azionista di maggioranza dell’Eurozona, appaiono sempre più forti le tensioni tra i “falchi” capitanati dal ministro delle Finanze Schaeuble, contrati a qualsiasi ulteriore sconto sul debito greco, e l’ala più pragmatica guidata dalla cancelliera Merkel, che per salvare l’integrità dell’Eurozona potrebbe anche accettare di fare concessioni su questo punto chiave.

Intanto il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, in un'intervista a Bild in edicola oggi, ha fatto sapere che Atene non presenterà all'Eurogruppo di giovedi nuove proposte per una soluzione del contenzioso con i creditori internazionali. Non lo farà, ha spiegato, "perchè l'Eurogruppo non è il posto idoneo per la discussione di proposte che non siano prima state negoziate a un livello più basso".

In ogni caso, ha aggiunto Varoufakis, la delegazione greca "è pronta in qualsiasi momento" a trovare una soluzione insieme con le controparti, che hanno bisogno di tornare al tavolo delle trattative "con un chiaro e robusto mandato". In seguito al fallimento del tavolo negoziale convocato lo scorso weekend, è sempre più concreta la possibilità di un'uscita dall'euro della Grecia, che dovrà rimborsare 1,6 miliardi di euro al Fmi entro fine mese e altri 6,7 miliardi di euro alla Bce tra luglio e agosto. Domani, un giorno prima della riunione dell'Eurogruppo, una nuova mediazione verrà tentata dal cancelliere austriaco Werner Faymann, che volerà ad Atene per incontrare Tsipras.

Insomma, da qui al e25-26 giugno saranno giornate di trattative frenetiche, con i mercati questa volta davvero con il fiato sospeso. Il destino della Grecia si decide in pochi giorni e l’esito, dopo 4 mesi di colloqui infruttuosi, non è affatto scontato. Anche se lo scenario più probabile resta quello di un accordo con i creditori, le ipotesi dell’incidente di percorso, del default o peggio della "Grexit" (l’uscita della Grecia dall’Unione monetaria) sono decisamente in ascesa. Il tour de force comincia oggi, 16 giugno: a Bruxelles si riunisce l’Euro Working Group, l’organismo tecnico che prepara i lavori dell'Eurogruppo. Potrebbe essere l'occasione per tentare di uscire in extremis dall’attuale stallo negoziale.

Giovedì sarà davvero il D-day per la Grecia. In Lussemburgo infatti si tiene l'incontro dell'Eurogruppo che dovrebbe tentare di superare l'impasse sul negoziato dopo il fallimento di domenica a Bruxelles. L'obiettivo dei colloqui è cercare di sbloccare le trattative fra il governo ellenico e le istituzioni creditrici sul piano di riforme in vista delle scadenze di fine giugno, il rimborso da 1,6 miliardi al Fondo monetario e la fine del secondo programma di salvataggio che prevederebbe un esborso di 7,2 miliardi per tenere a galla l'economia greca, alle prese con una nuova fase recessiva. La maggior parte degli osservatori ritiene che queste riunioni siano l'ultima occasione per arrivare almeno a una bozza di accordo sul caso Grecia. Anche se la riunione è riservata ai ministri delle Finanze, da più parti si è manifestata la richiesta che eccezionalmente vi partecipi il premier greco Tsipras, il quale però ha in agenda negli stessi giorni un viaggio a San Pietroburgo, dove discuterà della partecipazione di Atene al gasdotto russo-turco che dovrebbe portare il gas russo attraverso il Mar Nero nelle sponde turche e poi passare nella Tracia greca per diramarsi nei Balcani. Atene potrebbe ricevere vantaggi finanziari con l'incasso delle commissioni per il passaggio nel suo territorio di gas.

L'indomani (19 giugno) la Grecia ha altre scadenze di natura finanziaria: ha infatti bisogno di rifinanziare 1,6 miliardi di euro in t-bills, bond a sei mesi. Atene deve anche rimborsare 85 milioni di interessi sui bond detenuti dalla Bce.

La data del 25-26 giugno sarà quella ufficiale del Summit a Bruxelles (che potrebbe essere anticipato in via straordinaria a domenica 21 giugno) dei capi di stato e di governo dell'Unione europea. Se ci sarà stato un accordo tra Grecia e troika all'Eurogruppo del 18 giugno questa sarà la sede della ratifica, mentre se non ci sarà stato ancora nessuno accordo questa sarà l'occasione di un'intesa politica per superare l'impasse ed evitare il default di un Paese dell’Eurozona. È una sorta di ultima spiaggia nel caso in cui l’Eurogruppo di giovedì dovesse fallire.

Infine, è stato confermato l'incontro di lavoro" tra Tsipras, e il presidente russo, Vladimir Putin, che avverrà venerdì prossimo nella cornice del Forum economico di San Pietroburgo. Il premier ellenico volerà in Russia giovedi', il giorno della riunione dell'Eurogruppo. La prospettiva di un'uscita della Grecia dall'euro continua a spaventare i mercati. Le borse del vecchio continente si muovono in rosso, pur recuperando dai minimi di giornata, salvo Atene, che estende le perdite con un ribasso del 3,5%.

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