Economia
Groenlandia, giacimenti di qualità incerta e troppi dubbi: la "grande isola" non è davvero un tesoro?
Diamanti, oro e terre rare. Ma i costi per le estrazioni sono altissimi

Groenlandia, troppe incertezze sul valore reale: strategica ma non è l'isola del tesoro
Donald Trump insiste: vuole la Groenlandia a tutti i costi. Il presidente americano è disposto a comprarla, ma se non dovesse raggiungere un accordo con la Danimarca non esclude la possibilità di prendersi la "grande isola" anche con la forza. Lo ha ribadito anche il vicepresidente Vance: "Faremo tutto quello che sarà necessario per ottenerla". Ma la Groenlandia vale veramente così tanto come sostiene Trump? Nel 2023 la Geological Survey of Denmark and Greenland, un centro del ministero dell’Ambiente di Copenaghen, ha pubblicato uno studio sulla ricchezza mineraria dell’isola artica.
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Ne risulta che - riporta Il Corriere della Sera - almeno lungo buona parte delle coste esiste una grande varietà di minerali, anche preziosi o strategici per le filiere tecnologiche. I nomi suonano seducenti: diamanti, nickel, tungsteno, minerale di ferro. Ma le incognite sono molte. La sostanza è che in Groenlandia sono aperte solo una piccola miniera d’oro all’estrema punta Sud e un’altra di zinco e piombo, sempre di dimensioni ridotte, sulla costa orientale. Le presenze di petrolio e gas naturale sui fondali artici restano del tutto ignorate, anche dai gruppi americani di Big Oil. La ragione, verosimilmente, è sempre la stessa: le riserve sono di quantità e qualità incerta e il costo dell’estrazione in condizioni climatiche estreme sempre elevato.
