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Il blocco di Hormuz, aerei a secco di carburante: ecco perché si rischia un’estate complicata sul fronte dei voli

Gli scenari, dai più ottimistici a quelli preoccupanti

Il blocco di Hormuz, aerei a secco di carburante: ecco perché si rischia un’estate complicata sul fronte dei voli
Aeroporto

Gli aeroporti internazionali adesso lo dichiarano apertamente: rischiamo di andare in emergenza sugli approvvigionamenti di carburante. Il problema dei rifornimenti per i voli è molto esteso e dipende dal blocco di Hormuz che ormai dura da un mese e mezzo. Da lì transita un terzo di tutto il fabbisogno mondiale, questo sta provocando innalzamenti dei prezzi del petrolio ma anche mancanza. “Da tempo l’Europa – spiega Pierluigi Di Palma, presidente dell’autorità dell’aviazione civile italiana (Enac) a Il Corriere della Sera – ha un problema di quantità di cherosene per aerei e non riesce a stare al passo con la crescita della domanda di viaggio. Iniziamo a vedere alcuni segnali preoccupanti negli aeroporti in giro per il mondo — penso all’Estremo Oriente e all’Oceania —, non possiamo fare finta di nulla: questo è un settore interconnesso, quello che accade a migliaia di chilometri di distanza può avere conseguenze anche da noi”.

Secondo l’International Energy Agency (IEA), una quota rilevante del carburante dedicato all’ aviazione utilizzato negli aeroporti europei proviene da raffinerie situate proprio dal Golfo Persico. Ed è proprio questo che rende più vulnerabile il sistema di approvvigionamento. Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse prolungarsi, l’impatto sarebbe immediato: meno carburante disponibile significa meno voli. Si potrebbe passare da uno scenario accettabile, con leggeri cali delle riserve e razionamenti, specie per le tratte più breve (voli sotto le 3 ore), fino a un taglio consistente dei voli, in caso la situazione non si sbloccasse. Come sottolineano le autorità competenti, però, l’emergenza non riguarda l’immediato. Ma il breve-medio periodo, tradotto: l’estate.

L’Europa importa oltre il 40% del jet fuel necessario, e gran parte arriva proprio dal Golfo: se le forniture si interromperanno per settimane, i voli dovranno essere ridimensionati.  Secondo analisi dell’European Union Aviation Safety Agency e della IATA, uno scenario prolungato potrebbe portare a: numerosi voli estivi cancellati ed aumento significativo dei prezzi dei biglietti.