Ma perché in Italia c’è emergenza abitativa ma contemporaneamente ci sono anche il doppio delle case sfitte rispetto a quelle abitate? Il motivo sarebbe legato a diversi fattori, ma uno in particolare la farebbe da padrone. I proprietari di quelle case non si fidano degli inquilini, temono di non poter rientrare in possesso della loro abitazione quando lo desiderano e anche che le persone a cui affidano il loro immobile possano non pagargli le rate, recandogli un danno maggiore rispetto all’opzione di tenerla chiusa. Secondo un’indagine di Solo Affitti, a fronte di 4,3 milioni di abitazioni locate, ne restano vuote praticamente il doppio, circa 8 milioni.
Servono, secondo i proprietari, formule più adatte alle nuove esigenze abitative, incentivi per rimetterle sul mercato e, soprattutto, certezze per il ritorno in possesso se l’inquilino non paga. Le maggiori preoccupazioni restano, per l’87% il mancato pagamento del canone e per il 62% il timore di una procedura di sfratto lunga e stressante.
Dai dati di una recente indagine dell’Istat, emergono anche altri ostacoli. La maggior parte di queste abitazioni sfitte si trova al Sud e nelle Isole, con la Valle d’Aosta al primo posto. Il 56,3% delle case è stato costruito tra il 1961 e il 2000, mentre il 9,5% ha oltre 100 anni. Anche sul green siamo messi male: il 60% delle abitazioni non rispetta gli standard.

