Il mercato regge allo choc energetico
Nonostante lo scoppio del conflitto in Medio Oriente abbia dato una scossa a diversi settori, su tutti quelli dell’energia e dei trasporti, per quanto riguarda il mercato dei mutui gli effetti della guerra per il momento non si fanno sentire, con i tassi medi che a marzo si attestano addirittura in calo rispetto al mese precedente. Infatti, secondo i dati aggiornati al 31 marzo dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il TAN medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso fisso si attesta al 3,28%, in calo rispetto al 3,42% registrato a febbraio, mentre il tasso variabile scende dal 2,64% al 2,55%.
Prendendo come riferimento un mutuo da 140.000 € della durata di 20 anni, la rata media del tasso fisso oggi è pari a 796 €, mentre il variabile risulta più conveniente di circa 51 €, con una rata mensile di 745 €. La scelta del tasso indicizzato all’Euribor consente quindi, ai livelli attuali, un risparmio complessivo sugli interessi di oltre 12.200 € sull’intera durata del finanziamento, alla luce di un gap pari a 73 punti percentuali a favore del variabile.
Tasso variabile: per trovare condizioni migliori di quelle attuali bisogna tornare indietro di quasi 4 anni Guardando allo storico del tasso variabile, per individuare condizioni di finanziamento migliori rispetto a quelle attuali è necessario risalire all’ultimo semestre del 2022, quando il TAN medio si attestava sotto al 2%. Nel mese di settembre, ad esempio, il tasso d’interesse medio era all’1,85%, con la rata mensile del mutuo ventennale da 140.000 € considerato in precedenza che era di circa 47 € inferiore rispetto a oggi (698 €), per un risparmio totale sugli interessi che superava gli 11.600 €. Negli anni successivi, tra il 2023 e il 2025, la politica monetaria restrittiva della Banca Centrale Europea adottata per contrastare l’inflazione aveva determinato una forte crescita dei tassi d’interesse, con il TAN medio del variabile arrivato a superare quota 5%. Ad esempio, a marzo 2024 la media delle offerte era arrivata al 5,13%, per una rata pari a 934 €, ovvero ben 189 € in più di ora, per un costo totale sull’intera durata del mutuo pari a oltre 45.000 €.
A partire dal secondo semestre del 2024, e nel corso del 2025, i successivi tagli al costo del denaro decisi dall’Eurotower hanno favorito una progressiva discesa dei tassi, che da settembre dello scorso anno si mantengono pressoché stabili attorno al 2,60% in media. Sebbene i livelli attuali restino distanti da quelli del 2021 e dell’inizio del 2022, quando il TAN medio del variabile era addirittura inferiore all’1%, il confronto con il recente passato evidenzia un calo marcato, che ha riportato questa tipologia di mutuo a essere la più conveniente.
Tasso fisso: interessi stabili da quasi un anno, rispetto al 2023 oggi si risparmiano 46 € al mese su un mutuo ventennale da 140.000 € Per quanto riguarda il tasso fisso, negli ultimi nove mesi il TAN medio si è mantenuto sostanzialmente stabile attorno al 3,35%, su livelli dunque storicamente accettabili, con un leggero calo nel mese di marzo. Per trovare condizioni leggermente più favorevoli rispetto a quelle attuali è necessario tornare al periodo compreso tra giugno 2024 e giugno 2025, quando il TAN medio restava sotto quota 3%. Ad esempio, a settembre 2024 la media si attestava al 2,93%, con la rata del mutuo di riferimento che era pari a 771 €, ovvero circa 25 € più bassa rispetto a ora per un risparmio complessivo di quasi 6.000 € sull’intera durata del finanziamento. Rispetto al 2023, le condizioni attuali risultano comunque migliori: nel mese di settembre di quell’anno, infatti, il TAN si attestava al 3,92%, per una rata di 46 € maggiore (842 €) e una spesa totale che superava gli 11.000 € in più rispetto a oggi. 1Pur essendo storicamente competitivi, i tassi attuali se rimangono distanti dai livelli particolarmente favorevoli del 2021 e della prima parte del 2022, quando il TAN medio dei mutui a tasso fisso oscillava tra l’1,10% e l’1,90%. A settembre 2021, infatti, il tasso medio sui finanziamenti a rata bloccata era all’1,14%, con la rata mensile si attestava a 653 € – ben 143 € in meno rispetto a oggi – per un risparmio complessivo superiore a 34.400 € sui 20 anni di mutuo.
Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products Italy di MutuiOnline.it, commenta: “Il mercato dei mutui in Italia per il momento regge all’incertezza geopolitica scatenata dal conflitto in Medio Oriente. Oggi sia tasso variabile che fisso hanno tassi d’interesse medi storicamente accettabili, con la prima tipologia di finanziamento che – alla luce di un TAN medio di 73 punti percentuali inferiore – permette un risparmio rispetto ai mutui a rata bloccata. Nonostante ciò, è ancora un ottimo momento per orientarsi sul tasso fisso e mettersi al riparo da possibili rialzi, soprattutto alla luce del leggero calo dell’ultimo mese. Guardando al futuro, le prossime decisioni della Bce saranno determinanti per l’evoluzione di rata e TAN medio del tasso variabile nei prossimi mesi. Un aumento di 25 punti base già nella prossima riunione di aprile appare oggi plausibile e, in questo scenario, la rata del mutuo a tasso variabile, salirebbe a circa 762 €, con un incremento mensile di 17 € e degli interessi complessivi di oltre 4.100 € rispetto a oggi. In caso di due rialzi da qui a fine anno (50 punti base in totale), la rata mensile salirebbe a 780 €, ovvero 35 € in più rispetto a oggi, mentre gli interessi totali sui 20 anni aumenterebbero di circa 8.300 €”.

