I prezzi delle compravendite nel mercato immobiliare continuano a crescere nel quarto trimestre del 2025. La conferma arriva dal Sondaggio congiunturale realizzato da Bankitalia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate. La domanda sale ma si riduce ulteriormente l’offerta di immobili in vendita. In aumento anche i canoni di locazione, mentre resta elevata l’incidenza degli affitti brevi, soprattutto nelle città con una forte vocazione turistica.
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I prezzi delle case, stando al sondaggio condotto su un campione di 1500 agenzie immobiliari dal 7 gennaio al 6 febbraio 2026, sono in crescita in tutta Italia. I valori più alti si registrano nelle aree urbane del Centro e in quelle non urbane del Nord-Est. I giudizi sono invece stabili nel Sud e nelle Isole. Il margine per le trattative sulle compravendite restano bassi. Lo sconto medio non supera infatti l’8%.
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Il 90% delle agenzie afferma di almeno concluso almeno una compravendita tra gennaio e febbraio di quest’anno. Allo stesso tempo, però, si registra una flessione degli incarichi a vendere (-34 punti percentuali) dovuta al gap tra i prezzi richiesti dai venditori e le offerte degli acquirenti. Il mutuo resta l’opzione scelta dalla maggior parte dei soggetti che acquistano un immobile.
In aumento i canoni di locazione, anche se un ritmo inferiore rispetto ai tre mesi precedenti il sondaggio. Il trend secondo gli agenti è da imputare alla riduzione dell’offerta di affitti in locazione, in particolare nel Centro Italia, correlata all’ampia diffusione degli affitti brevi.

