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Mussari tre in procura. Lancio di monetine contro l’ex presidente di Mps

Mussari

L’ondata di arresti che in questi giorni ha investito il mondo economico italiano è stata ribattezzata “la nuova tangentopoli”. Non tanto per i punti di contatto tra le indagini, quanto piuttosto per il clima, simile a quei mesi dei primi anni novanta. Il paragone si arricchisce oggi di un altro elemento: l’ex presidente di Montepaschi, Giuseppe Mussari, arrivato in procura per essere interrogato, è stato accolto dal lancio di monetine. Una scena che ricorda da vicino “l’accoglienza” riservata a Craxi all’uscita dall’hotel Raphael.

Mussari, dopo aver rimandato l’interrogatorio del 4 febbraio, è arrivato alle 12 davanti ai pm Giuseppe Grosso, Antonino Nastasi e Aldo Natalini, titolari dell’inchiesta su Mps. L’ex presidente del Monte ha risposto alle domande dei pm sull’acquisto di Antonveneta e sulle operazioni successive effettuate per rafforzare il patrimonio della banca, tra le quali il prestito fresh da 960 milioni del 2008 con JP Morgan e i contratti derivati, come ‘Alexandria’ e ‘Santorini’ che sarebbero serviti, secondo il castello accusatorio degli inquirenti della procura di Siena, a mascherare perdite nel bilancio. Mussari ha lasciato la procura dopo tre ore senza rilasciare dichiarazioni.

La vigilia dell’interrogatorio è stata a dir poco tumultuosa: dopo l’arresto dell’ex responsabile finanza della Rocca, Gianluca Baldassarri, Mussari e l’ex dg Vigni sono stati raggiunti da un altro avviso di garanzia, per concorso nel reato di ostacolo alle funzioni di vigilanza di Bankitalia. Per approfondire l’acquisto di Antonveneta, i magistrati si preparano anche a sentire Emilio Botin, presidente di Santander.  
 

La Corte dei Conti giovedì prossimo valuterà il Dpcm sui ‘Monti Bond’: è quanto ha annunciato il presidente, Luigi Giampaolino conversando con i giornalisti in occasione della presentazione di un libro sulle infrastrutture curato dal viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia. Il presidente, sono parole di Giampaolino, “è infastidito perchè la Corte dei Conti è una magistratura e non una pubblica amministrazione e pertanto il decreto ministeriale (Dpcm ndr), arrivato mercoledì scorso, verrà esaminato dalla Corte nei tempi necessari e più opportuni. Abbiamo convocato la sezione di controllo giovedì prossimo per la valutazione”.