Inwit, si apre lo spiraglio per una trattativa con Tim e Fastweb-Vodafone
Non è certo per bontà che Tim e Fastweb-Vodafone hanno siglato l’accordo per la realizzazione delle torri per la rete 5G ma per negoziare con Inwit condizioni migliori di quelle stabilite dagli attuali contratti per il noleggio delle torri di trasmissione e per l’implementazione della rete stesse.
E la nuova Vodafone Italia controllata da Fastweb ora può farlo dato che non ha più legami con Inwit, società nata dallo spin off delle torri di Tim e ora controllata dal gruppo inglese Vodafone e dal fondo Ardian. Per Inwit il danno sarebbe evidentemente enorme. Il titolo che ieri ha perso oltre il 16% oggi scivola di un ulteriore 10% a causa delle revisione, al ribasso, della guidance.
Per questo il direttore generale Diego Galli oggi ha aperto a una mediazione nel corso di una conference call convocata d’urgenza. “Siamo flessibili – ha detto – aperti a discutere modi per supportare ulteriormente il prezzo e per gli investimenti aggiuntivi e a considerare alcuni cambi di valore sul perimetro attuale. Quindi ci sono diversi argomenti che possono consentire una ragionevole trasparenza, un terreno equo per qualsiasi negoziazione ma costringerci a negoziare da una posizione di debolezza per noi non è accettabile”.
In un comunicato Inwit (Infrastrutture Wireless Italiane) aveva già detto che l’atteggiamento di Tim e Fastweb è frutto della volontà di ottenere “una squilibrata e ingiustificata revisione degli originari termini dei due Msa a suo tempo sottoscritti”. Inwit ha precisato che gli Msa sono contratti a lungo termine, parte integrante di un’operazione unica e inscindibile completata nel 2020 che ha comportato per Inwit un investimento iniziale di circa 10 miliardi di euro per l’acquisto dell’infrastruttura detenuta all’epoca da Tim e Vodafone Italia, garantendo un immediato e significativo beneficio economico e finanziario alle società venditrici.
Quanto al nuovo progetto di Tim e Fastweb, Inwit ha specificato che i contratti firmati, ossia gli Msa, “prevedono che qualora i due operatori abbiano necessità di un nuovo sito per soddisfare i propri piani di roll out, a Inwit sia attribuita la qualifica di fornitore privilegiato, con il conseguente divieto per gli operatori di affidare la realizzazione di nuovi siti a terzi, senza aver prima consentito alla nostra società di esercitare il proprio diritto preferenziale, che opererebbe anche nei confronti dell’annunciata joint venture”.
Inwit sarebbe pronta a contrastare i tentativi di svuotare le prerogative contrattuali che lo qualificano come fornitore privilegiato di Tim e Fastweb. Ma ovviamente la strada migliore sarebbe un accordo tra le parti che però il mercato ritiene comunque penalizzante per Inwit. La società ha già rivisto al ribasso le stime per il periodo 2026-2030 con ricavi nel range 1,05-1,09 miliardi di euro, mantenendo comunque il dividendo almeno pari al valore dell’esercizio 2025 (confermato a 0,55 euro per azione). La società ha anche specificato che “questo outlook non include i potenziali upside relativi al ristabilirsi di una relazione costruttiva con Tim e Fastweb”. I risultati del 2025 saranno resi noti il 2 aprile prossimo.

