Il nodo dei contratti fino al 2038 e il rischio di una nuova rete concorrente per il 5G
Inwit pubblicherà il 12 maggio i risultati del primo trimestre ma per quanto riguarda le prospettive future della società pesa il contenzioso aperto da Tim e Fastweb + Vodafone sul contratto di affitto dell’infrastruttura di rete mobile che scade nel 2038.
Ma i due gestori delle tlc che sono i principali clienti di Inwit, alla quale pagano ogni anno circa 400 milioni di euro ciascun per l’affitto delle torri, vogliono rivedere il contratto di affitto, ovviamente a ribasso. Ora la parola passa al tribunale. Fastweb ha già disdetto il contratto, Inwit ha fatto ricorso al tribunale e ora attende una risposta che potrebbe arrivare, spera la società, entro maggio. Inwit ha anche depositato un ricorso cautelare contro Tim che non vuole rinnovare il contratto.
L’incertezza pesa sul titolo che ha perso il 30% del suo valore e, per gli analisti, se le sentenze in tribunale saranno sfavorevoli ci sarà un altro crollo. La situazione cambia le prospettive per gli investitori che hanno il titolo in portafoglio. Inwit era un investimento borsistico particolare, considerato stabile con entrate certe nel lungo periodo. Basta pensare che il 18 maggio pagherà il dividendo di 0,554 euro ad azione che vuol dire un rendimento di oltre il 7%.
Ma la mossa dei due gestori ha sparigliato le carte. Tanto che la Consob ha obbligato Tim a rivelare i contorni della sua strategia per realizzare la nuova rete di torri per le tlc mobili che andrebbe a sostituire quella di Inwit. In realtà Tim e Fastweb+Vodafone avevano annunciato una joint venture in questo senso ma poi, in occasione dei conti trimestrali, hanno annunciato strategie con tempistiche diverse. Fastweb sarebbe pronta a non utilizzare più la rete Inwit tra 5 anni Tim in dieci ma sempre con la realizzazione della nuova rete con 6mila torri che dovrebbe realizzare con Fastweb.
Labriola ha anche spiegato che in Italia ci sono 30 mila torri utilizzabili, oltre alle 28mila che Inwit ha acquisito proprio da Tim e Vodafone. Le 30mila torri esistenti si troverebbero però in aree rurali mentre nelle grandi città, dove il traffico mobile è certamente più intenso, ad esempio sono 1400 tra Roma e Milano, ma sono tutte di proprietà di Inwit. E realizzare una nuova rete in queste zone è complicato. La società infrastrutturale ha anche detto di aver offerto ai gestori concrete soluzioni migliorative del contratto. Il punto di incontro però sembra lontano anche se una sentenza favorevole a Inwit da parte del tribunale potrebbe sboccare la situazione.
Nella mischia entra anche il rinnovo delle frequenze mobili che scadono nel 2029. Il governo potrebbe rinnovarle gratuitamente ma con impegni di investimenti per migliorare le prestazioni del 5G. Investimenti che potrebbero essere dirottati sulla realizzazione di una rete concorrente rispetto a quella già esistente di Inwit che, avendo una rete efficiente, minaccia di diventare operatore mobile.

