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ANBI, via libera all’innalzamento del livello del lago Maggiore per garantire più riserve idriche

Vincenzi (ANBI): “L’’efficientamento dell’esistente è il primo passo della nostra strategia di adattamento alla crisi climatica”

ANBI, via libera all’innalzamento del livello del lago Maggiore per garantire più riserve idriche

ANBI, dal lago Maggiore più acqua per agricoltura e resilienza climatica

Nel Nord Italia cresce la preoccupazione per la disponibilità idrica dei prossimi mesi a causa della ridotta presenza di neve sulle montagne. In Lombardia, in particolare, la riserva nivale registra un deficit del 41% rispetto al 2022: secondo l’indice SWE (Snow Water Equivalent), mancano all’appello circa 220 milioni di metri cubi d’acqua immagazzinati nella neve.

In questo contesto, ANBI, insieme al sistema di gestione irrigua e alle Organizzazioni Professionali Agricole, ha accolto positivamente la decisione di aumentare in via sperimentale di 15 centimetri il livello massimo di regolazione del Lago Maggiore, portandolo da 1,25 metri a +1,40 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende. L’obiettivo è incrementare le riserve idriche contenute nel lago e rafforzare la disponibilità d’acqua per i mesi più critici.

Il provvedimento viene considerato strategico per la gestione della risorsa idrica nel distretto del Fiume Po, poiché consentirà una maggiore disponibilità irrigua a beneficio dell’agricoltura di valle. La misura interesserà circa 300mila ettari di produzioni agroalimentari di eccellenza, con particolare riferimento alla filiera risicola, offrendo maggiori garanzie sia sul fronte dell’approvvigionamento idrico sia su quello economico.

L’innalzamento del livello massimo del lago“, commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), “costituisce un concreto intervento di adattamento ai cambiamenti climatici, migliorando la resilienza del territorio agli eventi di scarsità idrica, grazie ad un utilizzo più efficiente e programmato delle risorse disponibili, garantendo al contempo anche una significativa produzione di energia rinnovabile”.

Sulla stessa linea anche il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano: “Va evidenziato come tale risultato contribuisca non solo alla produttività agricola, ma anche alla sostenibilità territoriale ed ambientale, che storicamente caratterizza il comprensorio irriguo del fiume Ticino e della pianura padana: un modello distintivo rispetto ad altri contesti europei, fondato sull’integrazione tra attività agricola, gestione delle acque, tutela degli ecosistemi e conservazione della biodiversità”.

Secondo quanto spiegato dagli enti coinvolti, l’aumento del livello massimo del lago non presenta rischi per il territorio. La misura, infatti, è stata definita attraverso un approfondito percorso tecnico-scientifico condiviso tra le istituzioni competenti ed è supportata da sistemi di monitoraggio continuo e protocolli di gestione finalizzati a garantire sicurezza e tutela ambientale.

Anche Associazione Irrigazione Est Sesia e le Organizzazioni Professionali Agricole sottolineano il valore istituzionale e tecnico del provvedimento: “l’adeguamento del livello massimo del lago Maggiore rappresenta un esito di grande rilevanza istituzionale e tecnica; si tratta infatti di una misura, che consente di coniugare sicurezza idrica, competitività del sistema produttivo e salvaguardia ambientale, valorizzando un modello di gestione, che distingue il territorio nel panorama europeo”.

I soggetti coinvolti evidenziano infine la necessità di rendere strutturale questo approccio, proseguendo lungo un percorso condiviso di governance della risorsa idrica per assicurare continuità, sostenibilità e sviluppo al sistema agricolo nazionale.

E’ il primo tempo delle nostre proposte per rispondere alle conseguenze dell’estremizzazione degli eventi atmosferici: l’efficientamento dell’esistente, cui devono seguire il Piano Invasi Multifunzionali e la realizzazione di più adeguate infrastrutture idrauliche”, conclude il Presidente di ANBI, Vincenzi.