Niente di fatto per Inwit sul fronte dell’accordo con Fastweb. Nell’udienza tanto attesa il tribunale ha chiesto alle parti di fornire documentazione aggiuntiva prima di pronunciarsi sulla richiesta presentata da Inwit, la principale società italiana di torri di tlc, di sospendere la risoluzione del contratto da parte di Fastweb.
La società controllata dagli svizzeri di Swisscom ha ereditato il contratto con Inwit dall’acquisizione da 8 miliardi delle attività italiane di Vodafone nel 2025. In questo ambito ha inviato disdetta a fine marzo, mossa che la società di torri considera illegittima. Il giudice ha chiesto a Inwit di fornire le repliche entro il 1° giugno, fissando invece al 22 giugno come termine per Fastweb.
Il contratto con Fastweb, che vale ricavi per 400 milioni annui per Inwit, era stato prorogato fino al 2038 senza opzione di recesso. Secondo Fastweb invece, gli attuali accordi potrebbero scadere nel 2028, dando alla società il diritto di notificare la disdetta con due anni di preavviso. Anche Tim , l’altro principale cliente di Inwit che ha un contratto che vale anch’esso ricavi per 400 milioni, ha seguito l’esempio di Fastweb inviando disdetta dello stesso. Ricordiamo che Inwit è stata scorporata da Tim nel 2015 e successivamente fusa, nel 2019, con le attività italiane di Vodafone nel settore delle torri.
Ma ora per i due operatori il contratto con Inwit sarebbe troppo oneroso e vogliono uscirne. Per questo hanno stretto una partnership per implementare congiuntamente parte della loro infrastruttura 5G e costruire insieme 6mila nuove torri tlc, una mossa che, secondo Inwit, costituisce una violazione dei contratti esistenti.
Primo trimestre in calo: giù sia utile che ricavi
Intanto la società, guidata dal direttore generale Guido Galli, ha presentato i conti del primo trimestre che ha visto l’utile, pari a 81 milioni di euro, in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso confermando però le previsioni per il 2026. In ribasso anche i ricavi a 264 milioni (-0,8%). Inwit ha ribadito in un comunicato di considerare l’iniziativa di Fastweb e di Tim illegittime, prive di fondamento giuridico, strumentali e pretestuose al fine di ottenerne una squilibrata e ingiustificata revisione degli originari termini degli accordi e ha pertanto conferito espresso incarico ai propri legali di agire in ogni sede giudiziaria competente per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli azionisti, anche nei confronti di TowerCo (ossia di nuove società delle torri come quella che dovrebbero realizzare Fastweb e Tim) che dovessero agevolare l’attuazione di illecite strategie in danno della società.
Intanto l’Antitrust ha bloccato l’accordo di Ran Sharing tra Tim e Fastweb sul 5G intesa pensata per condividere parte della rete di accesso che, secondo l’Agcm, potrebbe configurare una possibile restrizione della concorrenza. Il provvedimento è stato assunto nella riunione del 21 aprile ma reso noto solo l’11 maggio, cosa che non ha fatto piacere a Inwit il cui titolo soffre in Borsa a causa dell’incertezza provocata dalla disdetta dei contratti da parte di Tim e Fastweb. La chiusura del procedimento è fissata al 30 aprile dell’anno prossimo e, fino a quel momento, l’accordo è sospeso.

