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Iran, a rischio i maxi investimenti all’estero. Gli Stati del Golfo davanti a un bivio

Le mosse di Arabia Saudita, Kuwait e Qatar

Iran, a rischio i maxi investimenti all’estero. Gli Stati del Golfo davanti a un bivio
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Tre delle quattro grandi economie del Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar – potrebbero rivedere i loro investimenti all’estero e i loro impegni futuri, mentre valutano diverse opzioni per alleviare la tensione finanziaria causata dalla guerra contro l’Iran. E’ quanto rivela un funzionario del Golfo al Financial Times, il quale, senza fare i nomi degli Stati, ha precisato che essi hanno discusso congiuntamente delle pressioni che gravano sui loro bilanci e sulle loro economie.

“Diversi paesi del Golfo – ha spiegato il funzionario – hanno avviato una revisione interna per determinare se le clausole di forza maggiore possano essere invocate nei contratti in corso, riesaminando al contempo gli impegni di investimento attuali e futuri al fine di alleviare parte della prevista pressione economica derivante dalla guerra in corso, soprattutto se la guerra e le relative spese continueranno allo stesso ritmo attuale”.

Secondo la fonte la mossa è una misura precauzionale, dovuta alle “difficoltà di bilancio che questi paesi stanno affrontando a causa della riduzione delle entrate derivanti dall’energia, dal rallentamento della produzione o dall’impossibilità di effettuare spedizioni, [e dai] settori del turismo e dell’aviazione, oltre all’aumento della spesa per la difesa”.

Un consigliere di un governo del Golfo ha affermato che la prospettiva di una revisione degli investimenti da parte degli Stati ricchi aveva attirato l’attenzione della Casa Bianca. Questi paesi gestiscono alcuni dei fondi sovrani più grandi e attivi al mondo, e l’anno scorso Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar si sono impegnati a investire centinaia di miliardi di dollari negli Stati Uniti dopo la visita del presidente Donald Trump nella regione. Sono inoltre grandi sostenitori di eventi sportivi in tutto il mondo e hanno tutti investito molto a livello nazionale per sviluppare le loro nazioni e diversificare le loro economie. Qualsiasi mossa che influisca sugli investimenti negli Stati Uniti o in altri stati occidentali potrebbe aumentare la pressione su Trump affinché cerchi una strategia diplomatica per porre fine alla guerra.