La guerra in Medio Oriente sta avendo inevitabili ripercussioni anche sui voli aerei, si parla dall’inizio del conflitto di sabato, di qualcosa come 31mila voli bloccati (ma la stima è al ribasso). In questo caos, c’è però chi riesce a trovare anche soluzioni alternative e ci tiene a rassicurare su alcuni aspetti. “Dopo le prime 48 ore più difficili, – racconta Andrea Babbi, presidente di Petroniana Viaggi a Il Resto del Carlino – ora la situazione è abbastanza sotto controllo. Ma per raggiungere dall’Europa e dall’Italia quasi tutte le destinazioni asiatiche, l’Oriente o l’Indocina infatti si fa in genere scalo a Doha, Dubai e Abu Dhabi, ma qui gli aeroporti per forza di cose sono irraggiungibili. “Ma chi doveva rientrare – prosegue Babbi – è rientrato e chi era in emergenza è partito lo stesso. Lunedì e martedì quelli che dovevano partire non sono partiti, ma è stata fornita un’assistenza anche in accordo con il Ministero degli Esteri e invitando la clientela a consultare il portale Viaggiare Sicuri”.
“Ci telefonano persone allarmate e preoccupate magari per un viaggio organizzato a Pasqua. Ma ora si deve mantenere la calma. Il territorio ‘bloccato’ di cui stiamo parlando non è poi così grande, se si guarda una cartina geografica del mondo. Parliamo – conclude Babbi – di una zona ristretta e le agenzie viaggio sono sempre a disposizione anche per chi ha organizzato il viaggio da solo, prenotando su internet. I voli non vengono cancellati settimane prima ed è difficile sapere qualcosa se non a ridosso della partenza”. Ma intanto, i prezzi per i voli Europa-Asia sono schizzati alle stelle, più 900% in un solo giorno. Pesa il blocco di tutti gli scali abituali in Medio Oriente.

