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Iran, Europa a corto di carburante: niente più voli entro poco più di un mese. Estate a rischio. Il nuovo allarme

Secondo quanto dichiarato dal capo dell’Aie ad Associated Press, il Vecchio Continente potrebbe rimanere senza carburante per aerei entro sei settimane

Iran, Europa a corto di carburante: niente più voli entro poco più di un mese. Estate a rischio. Il nuovo allarme
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Secondo quanto riportato da CNBC, il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), Fatih Birol, ha avvertito che l’Europa potrebbe disporre di carburante per aerei solo per altre sei settimane, mentre il settore aereo continua a fronteggiare le difficoltà legate alla crisi in Medio Oriente. In un’intervista all’Associated Press, Birol ha dichiarato che un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe provocare “la più grande crisi energetica che abbiamo mai affrontato”, con gravi ripercussioni sull’economia globale. Ha sottolineato che una situazione del genere comporterebbe un aumento generalizzato dei prezzi della benzina, del gas e dell’elettricità, colpendo alcune regioni più duramente di altre e aggravando inflazione e rallentamento della crescita economica.

Birol aveva già lanciato segnali di allarme nelle settimane precedenti, affermando che ad aprile la crisi energetica si sarebbe intensificata a causa delle crescenti limitazioni all’approvvigionamento petrolifero. Secondo le sue stime, la perdita di petrolio nel mese sarebbe stata doppia rispetto a quella di marzo, con ulteriori pressioni derivanti dal mercato del GNL e da altri fattori, aumentando il rischio di razionamento energetico in diversi Paesi, in particolare nelle economie emergenti.

Anche altri analisti hanno espresso preoccupazioni simili. Claudio Galimberti, capo economista di Rystad Energy, ha evidenziato come la situazione delle compagnie aeree dipenda fortemente dalla quantità di petrolio che riuscirà a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. Rico Luman, economista senior di ING, ha osservato che molte navi si sono fermate, causando l’esaurimento delle forniture dal Medio Oriente e la necessità di trovare fonti alternative.

Le conseguenze economiche potrebbero essere significative: secondo ACI Europe, il trasporto aereo contribuisce ogni anno con circa 851 miliardi di euro al PIL europeo e sostiene 14 milioni di posti di lavoro. Alcune compagnie stanno già risentendo dell’aumento dei costi del carburante. EasyJet, ad esempio, ha segnalato un calo del 2% nelle prenotazioni per la fine dell’anno rispetto al 2025 e ha sostenuto costi aggiuntivi per il carburante pari a circa 25 milioni di sterline nel solo mese di marzo, pur avendo coperto circa il 70% del proprio fabbisogno estivo per limitare l’impatto della volatilità.

Infine, ACI Europe ha avvertito che la stagione estiva dei viaggi potrebbe subire interruzioni, con gravi ripercussioni economiche per diversi Stati membri dell’Unione Europea che dipendono fortemente dal turismo e dal traffico aereo.

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