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Di Rubba (Lega): “In piazza con motociclisti e agricoltori: basta divieti e Green Deal ideologico. Non riusciranno a spegnere i nostri motori”

Ad Affaritaliani Alberto Di Rubba, Deputato, Tesoriere e Responsabile Automotive della Lega, sulla manifestazione di sabato 18 aprile a Milano

Di Rubba (Lega): “In piazza con motociclisti e agricoltori: basta divieti e Green Deal ideologico. Non riusciranno a spegnere i nostri motori”

A Milano il “Remigration summit”, Alberto Di Rubba (Lega): “In piazza con motociclisti e agricoltori: basta divieti e Green Deal ideologico. Non riusciranno a spegnere i nostri motori”

“Il segnale è molto chiaro: dire basta a un Green Deal ideologico che sta mettendo in difficoltà interi settori produttivi. In piazza ci saranno motociclisti, agricoltori, lavoratori, persone reali che stanno pagando il prezzo di imposizioni ideologiche e irrealistiche. E fa sorridere che in queste ore qualche giornale abbia provato a polemizzare proprio su questo, sul fatto che Matteo Salvini abbia invitato motociclisti e agricoltori. Noi invece ne siamo orgogliosi. Perché rappresentano l’Italia che lavora, che produce, che chiede solo di non essere penalizzata”. Così, ad Affaritaliani, Alberto Di Rubba, Deputato, Tesoriere e Responsabile Automotive della Lega, sulla manifestazione che si svolgerà sabato 18 aprile a Milano.

“Non riusciranno mai a spegnere i nostri motori. Negli ultimi mesi anche a Bruxelles, dopo il fallimento di Ursula Von der Leyen, stanno facendo timide retromarce, perché la realtà li ha smentiti: molte case automobilistiche stanno rivedendo gli obiettivi sul full elettrico. Questo dimostra che avevamo ragione. Non si può imporre per legge una transizione che il mercato e le persone non sono pronti a sostenere. Stanno cercando di imporci cosa guidare e come muoverci, senza considerare le esigenze di famiglie e imprese. Noi diciamo stop alle imposizioni dall’Europa e sì al buonsenso. Difendere lavoro, mobilità e libertà oggi è una priorità”, dice Di Rubba.

Infatti, la manifestazione nasce proprio per dare voce a chi oggi si sente schiacciato da decisioni lontane dalla realtà: “Dall’Europa arrivano vincoli, divieti e scelte ideologiche a danno di famiglie e imprese. Noi scendiamo in piazza per dire basta a tutto questo. Vogliamo difendere il lavoro, la libertà di muoversi, il diritto di produrre e di vivere senza imposizioni assurde. È una piazza concreta, che parla di problemi veri. E per questo invitiamo tutti a partecipare: sarà un momento importante per far sentire la voce di chi non vuole più subire decisioni calate dall’alto”.

La risposta alle critiche

Il raduno è anche un modo per dire no all’immigrazione clandestina e alle sue conseguenze sul tema della sicurezza, due aspetti profondamente legati tra loro. “Il nesso è molto chiaro: senza regole e senza controllo si creano situazioni di marginalità che possono trasformarsi in problemi di sicurezza. Per questo serve una gestione seria dei flussi migratori, fatta di legalità e regole certe. Ed è esattamente la direzione in cui vanno i decreti sicurezza voluti dalla Lega. Dare sicurezza significa garantire ordine, tutelare i cittadini e far rispettare le leggi. Non è uno slogan, è una responsabilità concreta dello Stato”, dice Di Rubba.

La manifestazione ha attirato da subito moltissime critiche, tanto da essere definita un “Remigration summit”. Critiche che, secondo il tesoriere, non hanno motivo di esistere: “Si sta facendo molta confusione, spesso in modo strumentale. Noi chiediamo semplicemente di far rispettare le regole: chi non ha diritto a restare in Italia deve tornare nel proprio Paese, in modo legale e ordinato. Non è estremismo, è buonsenso. Parlare di ‘remigration summit’ serve solo a creare polemica e a evitare il confronto sul merito. Noi invece vogliamo affrontare il problema con serietà”.

Dura anche la posizione del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha dichiarato di non comprendere le ragioni della “Manifestazione dei Patrioti Europei”: “La verità è che sono democratici solo quando conviene a loro. Perché loro possono manifestare e gli altri no? In un Paese democratico tutti hanno il diritto di manifestare, nel rispetto delle regole. Sarà una manifestazione pacifica, ordinata, come sempre. Se c’è un problema legato alle manifestazioni, riguarda semmai altri contesti, come quelli dei centri sociali, dove troppo spesso si verificano tensioni e danni alla città. Le nostre manifestazioni si sono sempre contraddistinte per rispetto e responsabilità”, conclude il deputato.

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