L’Ocse e l’avvertimento all’Italia
”Nei prossimi anni, le tensioni sulle spese legate alla difesa, alle pensioni e al cambiamento climatico si accentueranno mentre i bisogni in investimento pubblico resteranno importanti, il che complicherà il risanamento” dei conti pubblici: è quanto si legge nella scheda dedicata all’Italia del primo rapporto Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività presentato oggi a Parigi. che indica 3 raccomandazioni:’ “Ridurre e utilizzare gli introiti eccezionali per ridurre il deficit”, ”Rafforzare ulteriormente il ruolo dell’esame di spesa, rendendo obiettivi di risparmio più ambiziosi”, ”Accrescere le entrate con la lotta all’evasione fiscale, riducendo le spese fiscali e migliorando l’efficacia dell’amministrazione fiscale, attraverso i pagamenti digitali l’attualizzazione dei calcoli relativi alla tassa sulla proprietà”.
L’Ocse invita l’Italia a rafforzare i finanziamenti e la collaborazione tra industria e centri di ricerca. Nel primo rapporto sui fondamenti della crescita e della competitività presentato oggi, l’organismo internazionale con sede a Parigi scrive che il ”rapporto tra spese in ricerca e sviluppo e Pil è nettamente inferiore alla media Ocse, il che limita la capacità dell’Italia a sfruttare il suo potenziale di innovazione”. ”Il finanziamento privato in attività d’innovazione, che è frequente in altri Paesi Ocse, per esempio, sotto forma di capital-risk, è meno sviluppato in Italia”, osserva l’organizzazione suggerendo, tra l’altro, al nostro Paese di ”rafforzare i legami tra istituti pubblici di ricerca e settore privato, soprattutto con le Piccole e Medie Imprese che, spesso, non hanno la dimensione necessaria per condurre efficaci attività di ricerca e sviluppo, ricorrendo più ampiamente ai fondi pubblici di sviluppo”. L’Ocse consiglia inoltre di ”proseguire lo sviluppo del mercato del capital-risk per finanziare la fusione e la crescita delle medie imprese” nonché ”migliorare la sicurezza giuridica in materia fiscale”. Altro punto: ‘la ”riduzione degli ostacoli negli scambi legati ai servizi” che in Italia restano ”importanti” rispetto ad altri partner dell’Ocse.
Le parole di Dombrovskis (Ue)
La tregua “porta una necessaria de-escalation”. “Ma le prospettive di lungo periodo restano oscurate da una profonda incertezza. L’economia europea rimane quindi esposta al rischio di uno choc stagflazionistico: una situazione in cui una crescita più lenta coincide con un’inflazione più elevata. L’analisi condotta dalla Commissione ha rilevato che la crescita dell’Ue quest’anno potrebbe essere inferiore dello 0,2-0,4%” “nello scenario di una perturbazione di breve durata”. Lo ha detto il commissario Ue per l’Economia Valdis Dombrovskis al Pe. Con una crisi più lunga “la crescita potrebbe quindi essere inferiore dello 0,4-0,6%“.
Sul fronte dei prezzi, nello scenario di una perturbazione di breve durata, “l’inflazione potrebbe essere fino a un punto percentuale più alta”, mentre in caso di crisi più prolungata “potrebbe aumentare fino all’1,1-1,5% sia nel 2026 sia nel 2027”, ha sottolineato Dombrovskis al Parlamento europeo. Il commissario ha però precisato che “le cifre citate non rappresentano una previsione economica”, ma “un’analisi di scenario”, sottolineando che la Commissione presenterà le sue previsioni aggiornate a metà maggio, sulla base di ulteriori ipotesi di fondo. Dombrovskis ha inoltre avvertito che si tratta di una valutazione complessiva a livello aggregato, osservando che “altri canali potrebbero amplificare ulteriormente l’impatto economico negativo”, mentre un’analisi dettagliata per singoli Stati membri sarà inclusa nelle prossime previsioni economiche.

