Irpef a zero per 11,3 mln di italiani, così i conti poi non tornano mai
L’Italia non è riuscita a stare sotto al 3% nel rapporto debito/Pil e così, anche se per pochissimo, sarà ancora soggetta alla procedura d’infrazione dell’Ue, vale a dire avrà il mirino puntato addosso sui conti pubblici almeno fino al 2027. I motivi dietro a questo mancato traguardo sono molteplici, ma dai dati relativi alle dichiarazioni dei redditi 2025, emergono alcuni elementi che potrebbero dare una parziale risposta a questo problema. In realtà è una questione ben nota, ma anche i nuovi dati confermano quel preciso trend. I numeri in questione riguardano il pagamento dell’Irpef.
Dall’analisi dei redditi dichiarati – riporta Il Sole 24 Ore – emerge anche che un euro su tre (poco più del 32% dei contribuenti) di Irpef la versa il cosiddetto ceto medio che dichiara al Fisco tra i 35mila e i 70mila euro. Si assottiglia invece l’Irpef dichiarata dai super ricchi. In sostanza, ben l’84% della tassa regina, è a carico di dipendenti e pensionati.
Ecco altri dati interessanti diffusi ieri da Dipartimento delle Finanze. Il numero di soggetti con contratto a tempo indeterminato (17,9 milioni) è cresciuto dell’1,6% rispetto al 2023 (con un reddito medio di 27.676 euro, +4,0% rispetto al 2023), mentre i soggetti che hanno esclusivamente contratti a tempo determinato(6,2 milioni) sono aumentati dell’1,1% rispetto al 2023 (con un reddito medio di 11.375 euro, +3,9% rispetto al 2023).

