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Economia
John Elkann si è "autoaccusato di non aver rispettato la legge": indagine Usa

John Elkann e il mistero della società fantasma: titola così lo speciale che Panorama pubblica in esclusiva oggi 4 agosto sui "segreti degli Agnelli", che vengono a galla "dopo un silenzio quasi ventennale" perché John Elkann ha deciso, "spinto dalle pressioni del settore antifrode americano" di rendere pubbliche alcune carte contenute nella Dicembre, la "cassaforte personale fondata dalla Real Casa torinese", come riporta Gigi Moncalvo su La Verità, che per anni ha seguito le vicende più segrete degli Agnelli, dedicandoci anche diversi libri.

La Verità riporta alcuni passaggi dell'esclusiva Panorama, dove si legge che "questa volta John Elkann, l’uomo che fa diventare oro ciò che tocca, sembra aver combinato un bel pasticcio forse dovuto alla fretta. A rivelarlo, paradossalmente, è stato egli stesso. Ha dimenticato e tenute nascoste alle autorità italiane per ben 18 anni, nonostante ciò che impone la legge, le informazioni e i documenti riguardanti la sua cassaforte personale, che prima era del nonno, la Dicembre società semplice".

Dal 2003, spiega Panorama, John è socio di maggioranza e amministratore di questa società ma solo ora si è deciso a rendere pubblici alcuni documenti dietro "il pressing che Margherita Agnelli sta intensificando contro il figlio" a causa del "gigantesco patrimonio che donna Marella, la vedova dell’Avvocato, ha lasciato dopo la morte, il 23 febbraio 2019".

Margherita, infatti, "diventata piena proprietaria degli immobili e delle opere d’arte di cui la madre era usufruttuaria, non si è accontentata e ha aperto un alto fronte. Un anno prima che Marella morisse aveva intentato una causa al Tribunale di Ginevra chiedendo la nullità dell’accordo stipulato con la madre nel febbraio 2004 per dividere con lei (alla figlia erano toccati 1,163 miliardi di euro) il patrimonio all’estero dell’Avvocato. In quell’accordo Margherita aveva anche rinunciato «in via tombale» ai suoi diritti ereditari [...] ma ha atteso ben 15 anni prima di impugnare quell’accordo".

"Margherita" si legge nell'esclusiva di Panorama riportata dalla Verità "era pentita soprattutto di aver «svenduto» per 105 milioni di euro alla madre, che l’aveva girata al nipote, la quota della Dicembre, che ora vale molto di più e continua a essere il perno del comando e la vera fonte di grandissimi profitti". La Dicembre, infatti, "nonostante esistesse dal 1984, non era nemmeno stata iscritta al Registro imprese dalla Camera di commercio di Torino, come prevede la legge". 

La società Dicembre, spiega Panorama, "era stata costituita il 15 dicembre 1984 (capitale 99 milioni e 980 mila lire) con cinque soci: Gianni Agnelli (99,9 per cento), Marella Agnelli (10 quote da mille lire ciascuna), e con altre tre quote da mille lire Umberto Agnelli, Cesare Romiti, Gianluigi Gabetti. […] Poi avviene […] un trasferimento in Liechtenstein, il 30 luglio 1991, poco prima che scoppi Tangentopoli […]. Ad aprile 1996, mentre l’inchiesta Mani pulite comincia a spegnersi, la Dicembre torna in Italia. Il 10 aprile 1996 arriva il momento-chiave: John, che ha solo 19 anni, entra tra i soci di Dicembre" ma intanto "per la Camera di commercio di Torino la Dicembre continua a non esistere, nessuno comunica nulla".

Nel 2003, continua Panorama, muore Gianni Agnelli e "John diventa amministratore di Dicembre. Un mese dopo la morte del nonno ne diventa anche il padrone assoluto: sua nonna (che conserva il 7,9 per cento) gli ha donato gran parte delle sue quote (che portano Jaki al 58,7 per cento) relegando Margherita in minoranza. […] Lei cede alla madre il suo 35 per cento in cambio di 105 milioni di euro. La Camera di commercio era l’unica a Torino a non sapere nulla, anche se avrebbe dovuto intervenire d’imperio segnalando al giudice una serie di incredibili anomalie".

Fino a quando "il 25 giugno 2012, finalmente Dicembre viene iscritta nei Registri". Che cos'è successo? E' intervenuta l'Antifrode statunitense. "Ad accendere i fari sulla vicenda […] Katherine M. Shiu, branch chief di Oiea (Office of investor education and advocacy), il settore anti-frodi della Sec, Security exchange commission, l’organismo che sovrintende e controlla tutte le attività legate alle società quotate alla Borsa di New York e alle loro partecipate".

Da quanto riporta Panorama, "i vertici della Sec [...] hanno ricevuto dall’Italia un dettagliato dossier cui erano allegate le visure della Dicembre" da cui emergeva che "la controllante di due società quotate dall’ottobre 2014 alla Borsa di New York (Fca fino al gennaio scorso e Ferrari NV) era interamente composta da tre persone da tempo defunte con quote per un controvalore di euro 6,20. Nel documento non figurava mai il nome di John Elkann".

In pratica, continua Panorama, John Elkann "si è autoaccusato di non aver rispettato la legge italiana in numerose circostanze". 

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