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La guerra si abbatte sui mercati, geopolitica e IA ridisegnano gli investimenti. Ecco come non farsi trovare impreparati

Dopo un avvio d’anno euforico per i mercati azionari europei, la guerra con l’Iran ha bruscamente interrotto il rally a marzo

La guerra si abbatte sui mercati,  geopolitica e IA ridisegnano gli investimenti. Ecco come non farsi trovare impreparati

Mercati sotto shock: geopolitica, inflazione e IA ridisegnano la mappa degli investimenti. Lo scenario di COMGEST

Una bufera geopolitica (Venezuela, Groenlandia, guerra con l’Iran) si è abbattuta sui mercati nel primo trimestre, generando volatilità in tutte le asset class. Dopo un avvio d’anno euforico per i mercati azionari europei, la guerra con l’Iran ha bruscamente interrotto il rally a marzo, provocando uno shock sui prezzi del petrolio e un significativo aumento delle aspettative di inflazione.

A marzo, la BCE ha rivisto le previsioni di inflazione 2026 al 2,6% e ridotto la stima di crescita per l’area euro allo 0,9%, citando l’impennata dei prezzi energetici e la disruption geopolitica. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari a lungo termine ha esercitato pressione sulle valutazioni, non solo dei titoli growth ma anche dei ciclici con multipli elevati.

Il cambiamento di leadership nella tecnologia ha accelerato nel trimestre. I settori software, dati e servizi IT hanno attraversato una “SaaSpocalypse” sui timori di disruption da IA. I titoli legati al capex per l’IA hanno performato bene mentre gli investitori estrapolavano il forte momentum – a loro rischio e pericolo. La debole performance del Nasdaq, nonostante solidi utili e dichiarazioni ottimistiche, mostra crepe nella narrativa sull’IA, che fatica ancora a mostrare un ritorno sull’investimento visibile. Le turbolenze nel debito privato hanno gettato un velo di déjà-vu sui mercati azionari, con diversi grandi fondi che hanno bloccato le crescenti richieste di rimborso. Non è attualmente un problema sistemico, ma il rischio maggiore risiede nell’opacità e nei potenziali effetti indiretti sul sistema finanziario.

ASML è salita grazie a prenotazioni record di 13,2 miliardi di euro nel quarto trimestre, con un’elevata quota di EUV di ultima generazione. ASML è un beneficiario centrale del forte ciclo di capex per l’IA. Il management ha guidato per una crescita dei ricavi del 4%-19% nel 2026, con le stime sugli utili riviste al rialzo per il 2026 e il medio termine. ASM International ha performato bene. Gli ordini del quarto trimestre sono cresciuti del 19%, superando nettamente le aspettative.

Anche la guidance 2026 è stata solida, con una crescita “almeno in linea con il WFE” (wafer fabrication equipment), mentre i clienti avviano la capacità produttiva a 2nm GAA (gate-all-around) e si anticipano i primi investimenti in linee pilota a 1,4nm nella seconda metà dell’anno. VAT Group è balzata, trainata dalla vivace spesa in conto capitale per l’IA che ha sostenuto il rialzo dello specialista in valvole per il vuoto. L’acquisizione di ordini nel quarto trimestre è cresciuta del 28% su base sequenziale. Il rapporto book-to-bill di 1,19x indica un momentum commerciale molto solido.

Le aspettative per i titoli growth europei rimangono elevate, trainate da sacche di crescita significativa nella difesa e nel capex per l’IA, circondate da incertezza ciclica alimentata dallo shock petrolifero. Le valutazioni restano elevate, ma un’economia biforcata e il cambiamento di leadership tecnologica hanno portato a un mercato altrettanto diviso. Il settore SaaS è a buon mercato per i timori di disruption da IA. Riteniamo che il settore non sia destinato all’estinzione di massa, ma attraverserà piuttosto una selezione darwiniana, con valore di lungo termine accumulatosi nelle società SaaS mission-critical con capacità di IA. D’altra parte, la speculazione ha spinto le valutazioni della difesa, degli industriali e dei semiconduttori a livelli elevati.

Il segmento healthcare ha penalizzato la performance negli ultimi anni per il rialzo dei tassi e il destocking post-Covid. Valutazioni più interessanti, comprovata protezione dall’inflazione e crescita in accelerazione dovrebbero ora consentire alle selezioni nel settore healthcare di contribuire significativamente alla performance. Per il segmento dei consumi, un aumento dell’inflazione non sarebbe necessariamente negativo: prodotti e brand unici hanno forte potere di determinazione dei prezzi, come dimostrato nel periodo 2022-2023.

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