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L’Italia ha poco da festeggiare: calano gli occupati e aumentano le persone senza un lavoro. Tridico (M5S): “Dati preoccupanti, siamo in stagflazione”

Il tasso di occupazione nel mese cala al 62,4% (-0,1 punti) mentre il tasso di disoccupazione sale al 5,3%

L’Italia ha poco da festeggiare: calano gli occupati e aumentano le persone senza un lavoro. Tridico (M5S): “Dati preoccupanti, siamo in stagflazione”
istat

Arrivano notizie non così rassicuranti sul fronte del lavoro: a febbraio 2026 gli occupati diminuiscono di 29mila unità su gennaio (-0,1%) e aumentano di 13mila unità su febbraio 2025 (+0,1%). Lo rileva l’Istat. Il tasso di occupazione nel mese cala al 62,4% (-0,1 punti) mentre il tasso di disoccupazione sale al 5,3% , quello giovanile scende al 17,6% . A febbraio 2026 il numero di occupati è pari a 24 milioni 149mila. La diminuzione coinvolge i dipendenti, sia permanenti (16 milioni 430mila) sia a termine (2 milioni 432mila), mentre risultano in crescita gli autonomi (5 milioni 287mila). 

L’Istat segnala che la diminuzione congiunturale degli occupati (-0,1%, pari a -29mila unità) è il risultato di una riduzione di 58mila occupati tra gli uomini e un aumento di 29mila unità tra le donne. Anche su base tendenziale si registra un aumento di occupati tra le donne (+50mila unità) e un calo tra gli uomini (-37mila unità). La diminuzione congiunturale del numero di occupati, registrata a febbraio 2026, coinvolge i dipendenti permanenti (-0,2%) e a termine (-0,5%), a fronte di una crescita degli autonomi (+0,2%). In termini tendenziali, l’occupazione cresce dello 0,3% tra i dipendenti permanenti (+52mila unità) e del 3,7% tra gli autonomi (+187mila unità) mentre cala tra i dipendenti a termine (-8,5%, pari a -226mila unità).

A causa dell’andamento demografico, a fronte di soli 13mila occupati in più su base tendenziale, si registra un aumento di 432mila unità per gli over 50, un calo di 267mila unità per la fascia tra i 35 e i 49 anni, un calo di 34mila unità per la fascia tra i 25 e i 34 anni e un calo di 118mila unità tra i 15 e i 24 anni. Nella fascia più giovane considerata si registra un aumento degli inattivi su base annua di 199mila unità e nella fascia successiva (25 34 anni) una crescita degli inattivi di 106mila unità. Nella fascia tra i 50 e i 64 anni gli inattivi diminuiscono di 113mila unità (-43mila tra gli over 50 in generale). I disoccupati nel complesso sono 1 milione 357 mila, in calo di 223mila unità.

La nota di Tridico (M5S)

“I dati Istat sull’occupazione a febbraio confermano i nostri timori. L’Italia sta attraversando una difficile congiuntura economica di stagflazione”. Così il capodelegazione del Movimento 5 stelle al Pe Pasquale Tridico, commentando gli ultimi dati pubblicati da Istat sull’occupazione. “Come ha evidenziato recentemente il Premio Nobel Stiglitz il combinato disposto fra aumento dei prezzi, aumento della disoccupazione e una stagnazione del Pil fermo allo 0,4 nel 2026 ci riporta agli anni bui seguiti alla crisi del petrolio del 1973”, aggiunge l’eurodeputato. “Chiediamo al governo di riflettere e non mettere più la testa sotto la sabbia. Servono provvedimenti radicali: tassazione sugli extraprofitti derivanti dal petrolio, smartworking nella pubblica amministrazione per ridurre emissioni e consumo, stimoli per l’innovazione e la competitività delle imprese, salario minimo per aumentare gli stipendi da fame degli italiani”, conclude il capodelegazione pentastellato.

Il commento di Misiani (Pd)

“La mozione sul carovita cade in una congiuntura economica particolare e complicata, i dati di ieri dell’Istat hanno registrato una ripresa dell’inflazione e del resto non potevamo aspettarci nulla di buono, vista la crisi energetica scatenata dalla guerra del Golfo e dall’aumento del prezzo del petrolio e del gas. Siamo di fronte a una crisi energetica che si sta ripercuotendo sul carrello della spesa e che, in un Paese in cui le retribuzioni dei lavoratori, soprattutto dei dipendenti, è ancora 8 punti al di sotto dei livelli del 2021, si riversa con violenza sulle famiglie, le quali non arrivano a fine mese. Aumentano la povertà energetica e sono centinaia di migliaia i cittadini privi dei servizi essenziali, mentre la dinamica dell’inflazione sta facendo salire le tariffe del servizio idrico, dei rifiuti, dei pedaggi. Anche la crisi abitativa è drammatica: gli affitti stanno aumentando di oltre il 10%, ci sono 400 mila famiglie nelle liste di attesa per una residenza popolare, ma del piano casa del governo restano solo annunci, mentre le relative politiche sono state definanziate.

Cosa chiediamo? Per prima cosa di intervenire sull’energia in modo strutturale, visto che dl bollette è evaporato e che il 7 aprile scade il taglio delle accise sui carburanti. In secondo luogo chiediamo di intervenire sul caro affitti, poi sulle filiere alimentari, non ci si può arrendere al paradosso di produttori affamati e prezzi più alti per i cittadini. Infine, ci aspettiamo un intervento del governo perché gli 11 mld di tasse in più per banche e assicurazioni non si ripercuotano sui cittadini. E’ stato anche questo il messaggio del referendum, il governo non può fare finta di niente”. Lo ha detto in Aula il senatore Antonio Misiani, responsabile nazionale economia del Pd