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Michelin, Q1 2026 in calo: pesa l’effetto cambio

Michelin, Q1 2026 in calo: pesa l’effetto cambio

Michelin chiude il trimestre con ricavi a 6,2 miliardi: pesa il cambio, ma ricambio, mix premium e attività speciali tengono

Michelin chiude il trimestre con ricavi pari a 6,2 miliardi di euro, in calo del 5,4% su base dichiarata ma sostanzialmente stabili a cambi costanti. Il dato conta per l’intera filiera automotive perché fotografa una fase in cui la domanda di pneumatici non crolla, ma resta esposta a tre pressioni decisive: l’effetto valutario, la debolezza del primo equipaggiamento e l’incertezza geopolitica sulle materie prime. In altre parole, il gruppo francese non sta affrontando solo un rallentamento commerciale, ma un contesto industriale più complesso, nel quale valute, energia, logistica e domanda dei costruttori pesano quasi quanto le vendite finali.

La flessione dei ricavi è stata interamente spiegata dall’effetto cambi, legato al forte apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro USA e alla maggior parte delle valute. A cambi costanti, infatti, il giro d’affari del gruppo è rimasto stabile. È un dettaglio importante, perché distingue l’andamento industriale da quello contabile: il mercato resta selettivo, ma non mostra un deterioramento uniforme. Le vendite di pneumatici hanno registrato un calo dei volumi contenuto, pari al -1,4%, confermando la tendenza più favorevole già emersa nel quarto trimestre 2025.

Il punto più solido arriva dal mercato del ricambio, dove le vendite sono cresciute grazie alla performance del marchio MICHELIN, in aumento del 3% in volume. Nel segmento Consumer, che comprende pneumatici per auto e veicoli commerciali leggeri, i ricavi sono scesi del 4,4% su base riportata, ma sono cresciuti dell’1,3% escludendo l’effetto valutario. I volumi sono aumentati dell’1%, sostenuti soprattutto dal replacement, dove il marchio MICHELIN ha guadagnato il 6% e ha rafforzato la propria quota di mercato.

Diverso il quadro del primo equipaggiamento, ancora penalizzato dalla debolezza della produzione auto e da un mix meno favorevole di marche e modelli. Le vendite OE sono diminuite in un mercato complessivamente in calo del 4%, con una flessione particolarmente marcata in Cina, pari al -12%. Per un produttore di pneumatici globale, questo è uno dei nodi più rilevanti: quando rallenta la produzione dei costruttori, l’impatto si trasferisce direttamente sulla domanda industriale, anche se il mercato del ricambio può compensare parte della pressione.

Nel trimestre è proseguito l’arricchimento del mix prodotto. Le vendite di pneumatici da 18 pollici e oltre hanno rappresentato il 69% delle vendite del marchio MICHELIN, un dato che conferma la centralità delle misure più grandi e ad alto valore nel mercato europeo e premium. Questo effetto mix positivo, pari all’1,9%, ha contribuito a sostenere i ricavi, insieme a una migliore composizione del business. Al contrario, l’effetto prezzo è stato negativo per l’impatto ritardato delle clausole di indicizzazione nei contratti a medio termine, dopo il calo dei costi delle materie prime registrato nel 2025.

Il segmento Transport resta quello più sotto pressione. I ricavi sono diminuiti dell’11,3%, con circa sei punti percentuali legati al calo dei volumi e quattro punti all’effetto cambi sfavorevole. Il primo equipaggiamento ha continuato a risentire della contrazione dei mercati in Nord America, dove la flessione è stata del 19%, e in Sud America, in calo del 16%. Nel ricambio, le vendite di pneumatici nuovi sono cresciute in Europa, ma il mercato nordamericano del trasporto su strada è rimasto debole. In questo scenario, Michelin continua a rafforzare le offerte per le flotte, con Michelin Connected Fleet in ulteriore espansione in Sud America.

Il segmento Specialties mostra invece segnali più equilibrati. I ricavi sono diminuiti del 3,3% su base riportata, ma il dato incorpora un effetto valutario negativo di circa il 6%. I volumi sono cresciuti del 2,5%, sostenuti in particolare dalle attività mining e dagli pneumatici per aeromobili. Il business off-road si sta gradualmente stabilizzando, nonostante il mercato del primo equipaggiamento agricolo resti debole. Le vendite di pneumatici da miniera sono aumentate grazie al rafforzamento delle posizioni del gruppo in un mercato in crescita, mentre l’aviazione ha continuato a crescere, con un impatto limitato nel trimestre dal conflitto in Medio Oriente.

Fuori dal perimetro più tradizionale degli pneumatici, Polymer Composite Solutions ha registrato un aumento dei ricavi del 5,1%, nonostante un effetto cambi negativo del 5%. La crescita è stata trainata soprattutto dall’integrazione di Cooley Group a partire dalla fine di gennaio, che ha generato un effetto perimetro positivo del 10% nel trimestre. La divisione proseguirà la propria crescita esterna con il consolidamento di Flexitallic ad aprile e di TexTech atteso intorno alla metà del 2026. È una direttrice strategica significativa, perché amplia il peso di Michelin nei materiali compositi e nelle soluzioni industriali ad alto contenuto tecnologico.

Le prospettive restano condizionate da un quadro globale volatile. Il conflitto in Medio Oriente aumenta l’incertezza sulla domanda mondiale, il rischio di interruzioni nelle forniture di materie prime e la pressione sui costi di acquisto, in particolare energia e input industriali. Michelin sottolinea di poter contare su una struttura produttiva localizzata, su una maggiore integrazione verticale e su una catena di fornitura più resiliente. Tuttavia, in questa fase, il gruppo mantiene invariata la guidance 2026 e continua a monitorare l’evoluzione dei mercati e delle forniture.

Il trimestre conferma quindi una Michelin meno penalizzata dalla domanda finale di quanto suggerisca il dato dei ricavi a valori correnti. Il cambio euro-dollaro ha pesato in modo determinante, mentre il ricambio e il mix premium hanno sostenuto la tenuta industriale. La vera sfida del 2026 sarà difendere margini e volumi in un mercato automotive che resta frammentato: il ricambio cresce, il primo equipaggiamento soffre, il trasporto è debole e le attività specialistiche diventano sempre più strategiche.

In Breve 

Gruppo: Michelin
Periodo: primo trimestre 2026
Ricavi: 6,2 miliardi di euro
Variazione ricavi: -5,4% su base dichiarata, stabile a cambi costanti
Volumi pneumatici: -1,4%
Effetto mix: +1,9%
Consumer: ricavi -4,4% riportati, +1,3% escluso cambio
Pneumatici auto e light truck: volumi +1%
Quota pneumatici 18 pollici e oltre: 69% delle vendite MICHELIN
Transport: ricavi -11,3%
Specialties: ricavi -3,3%, volumi +2,5%
Polymer Composite Solutions: ricavi +5,1%
Guidance 2026: invariata