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Economia
Mediobanca, ricavi record grazie all'attività bancaria. Nagel compra Cairn Capital

Aumento del 5,1% del margine di interesse (a 1,14 miliardi) e dell'11,3% delle commissioni (a 471,8 milioni) e riduzione delle rettifiche di valore sui crediti (del 27,6% a 532,7 milioni) a fronte invece di una crescita di impieghi (+2% trimestre su trimestre). L'andamento favorevole dell'attività bancaria connessa a una graduale ripresa economica dell'area euro mette le ali si conti 2014 di Mediobanca che, per la prima volta nella storia dell'istituto di piazzetta Cuccia, sfondano la soglia dei due miliardi di euro di ricavi (2,04 miliardi, +12,4%). Ricavi che consentono al duo Nagel-Pagliaro di archiviare l'esercizio 2014/2015, chiusosi il 30 giugno, con un utile netto di gruppo pari a 589,8 milioni di euro, in crescita del 26,9% rispetto ai 465 milioni dell'esercizio precedente e di proporre ai soci la distribuzione di un dividendo di 0,25 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,15 euro assegnati dello scorso esercizio (+67%).

Entrando nel dettaglio del business, una nota di Mediobanca emessa a Borsa chiusa (che a metà mattinata sta premiando il titolo con il migliore rialzo del Footsie-Mib, +2,77% a 10,05 euro) ha comunicato al mercato che l'ultimo trimestre dell'esercizio (maggio-giugno 2015) si è chiuso con un utile netto di 124,2 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2014, e con ricavi per 529,8 milioni (551 milioni nel quarto trimestre 2013/2014).

Nel periodo è stato confermato l'andamento favorevole dell'attività bancaria, con una crescita di impieghi (+2% trimestre su trimestre), margine di interesse (+4%) e commissioni (+10%). Tornando all'intero esercizio, le rettifiche di valore sui crediti di Mediobanca si sono ridotte del 27,6% a 532,7 milioni di euro. Nello stesso periodo, gli impieghi del gruppo sono cresciuti del 7,7% a 32,9 miliardi, ritornando sui livelli di fine 2013. A livello divisionale, invece, Chebanca! ha dimezzato la perdita (scesa a 13,6 milioni di euro) e conferma la previsione di raggiungere il pareggio di bilancio nel prossimo esercizio. Nel credito al consumo, Compass ha visto crescere del 9,3% i ricavi e la divisione ha raddoppiato l'utile, salito a 94 milioni di euro. 

Un contributo ai ricavi è arrivato anche dall'attività della divisione principal investing che racchiude il portafoglio partecipazioni di Piazzetta Cuccia e che ha registrato plusvalenze nette per 126 milioni di euro. Lo scorso esercizio, Mediobanca ha messo infatti in vendita quote azionarie per 291 milioni di euro. Dismissioni che, rispetto al cronoprogramma dell'ultimo piano industriale, fanno così salire a 1,1 miliardi di euro l'ammontare di titoli messi sul mercato dall'istituto.

In particolare, comunica la banca, l'introito netto derivante dall'uscita da Telecom Italia dopo lo scioglimento di Telco è stato pari a 128,1 milioni di euro. Nell'ultimo anno la divisione principal investing ha chiuso con un utile di 335,4 milioni di euro, in calo rispetto ai 449,3 milioni dell'esercizio precedente per le minori plusvalenze da dismissioni (erano ammontate a 240,2 milioni nel 2013/2014) e per il calo di redditività  della quota in Generali (da 261,1 milioni a 224 milioni). Il programma di riduzione della esposizione azionaria del gruppo è proseguito, oltre che con l'addio a Telecom, con la cessione del 9,9% SantA (38,4 milioni) e di una quota della partecipazione Pirelli (90,8 milioni). Le svalutazioni dell'esercizio riguardano gli allineamenti sul 6,2% di Rcs (9,5 milioni) e su Prelios (2,2 milioni), su azioni non quotate (Edipower e Bisazza) per 7,3 milioni e su fondi immobiliari per altri 2 milioni.

 "I risultati sono al di là delle nostre aspettative" ha commentato i conti l'ad di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, ricordando l'obiettivo che si era posto l'istituto di sostituire le componenti non ricorrenti con redditività da attività bancarie. Non solo numeri positivi, ma anche una strategia che dà i suoi frutti e "il capitale recuperato (dalla vendita delle partecipazioni, ndr) è stato allocato su un business bancario che cresce e sull'acquisizione di Cairn", un business quello dell'asset management su cui Mediobanca intende puntare, ha proseguito Nagel. "Questo è il primo step a cui associeremo altre società perchè vogliamo dargli maggiore peso nel gruppo" ha detto il banchiere precisando che la struttura dell'operazione prevede un sistema di put e call in 6 anni che porteranno al controllo totale della boutique londinese.

Mediobanca ha infatti anche annunciato l'acquisto di Cairn Capital, credit asset manager londinese, la prima grande acquisizione all'estero della merchant bank milanese. Cairn Capital, costituita nel 2004, è una società londinese di asset management ed advisory specializzata nel credito con un specifico focus sull'Europa. A metà anno, Cairn Capital aveva 5,6 miliardi di dollari di masse in gestione e 9,1 miliardi connessi a mandati di advisory a lungo termine: "Questa operazione - aggiunge Nagel - conferma il nostro focus strategico nel costruire una piattaforma di asset management con interessanti prospettive di ritorno sul capitale e rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo internazionale di Mediobanca".

 

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