Prima che si concluda una compravendita immobiliare in Italia, il 5,2% degli annunci sperimenta uno sconto sul prezzo iniziale dell’immobile. Tale percentuale è cresciuta di oltre un punto negli ultimi 12 mesi.
È quanto emerge da uno studio di Immobiliare.it Insights – proptech company guidata da Luke Brucato, specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia – che ha analizzato la percentuale di annunci ribassati su sito e app di Immobiliare.it.
«Analizzare la quota di offerta che subisce una riduzione rispetto al prezzo iniziale prima che gli immobili vengano rimossi dal mercato consente di interpretare con maggiore precisione gli equilibri del settore a livello locale», afferma Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it.«Una percentuale più elevata di annunci ribassati è tipica dei contesti in cui l’offerta supera la domanda e lo stock disponibile deve essere assorbito. Al contrario, una quota più contenuta segnala un contesto con domanda più sostenuta: in tali condizioni, il potere contrattuale tende a spostarsi verso i venditori e la necessità di ridurre i prezzi risulta più limitata».
Le differenze tra le varie macro-aree del Paese
Nonostante il mercato delle compravendite stia vivendo un periodo di espansione – con una domanda che nell’ultimo anno ha mostrato una forte crescita grazie a tassi contenuti e a un accesso al credito favorevole – la percentuale di annunci che hanno subìto un ribasso di prezzo in Italia è aumentata di 1,3 punti percentuali negli ultimi 12 mesi.
Guardando alle singole macro-aree del Paese, tuttavia, si riscontrano dinamiche disomogenee: se al Nord-Ovest e al Nord-Est la quota di offerta ribassata è rimasta sostanzialmente stabile rispetto a 12 mesi fa (+0,2 punti percentuali in entrambi i casi), nelle altre aree della Penisola tale percentuale è aumentata, rispettivamente di 1,4 punti al Centro, di 3 punti nelle Isole e di 3,2 punti al Sud. Tali andamenti trovano spiegazione nel fatto che nelle aree settentrionali la pressione di domanda è più elevata e insiste su una maggiore quota di immobili, mentre si riduce nel Mezzogiorno, dove gli acquirenti hanno la possibilità di essere più selettivi.
Attualmente, al Sud e nelle Isole la percentuale di immobili che registra una riduzione rispetto al prezzo iniziale ammonta al 6,2%; Nord-Ovest e Centro mostrano valori in linea con la media nazionale, intorno al 5%, mentre il Nord-Est chiude la classifica: qui, appena il 4,1% dell’offerta sperimenta un calo dei prezzi proposti.
Focus sulle grandi città
Entrando nel dettaglio delle grandi città italiane, Catania si colloca al primo posto tra quelle in cui la quota di annunci scontati è più elevata: nel capoluogo siciliano, infatti, il 6,9% degli immobili in vendita conosce una diminuzione del prezzo iniziale. Al secondo posto si posizionano, a pari merito, Palermo e Genova, con il 5,9%, mentre sul terzo gradino del podio si trova Bari, con il 4,7%.
Sia a Torino che a Venezia il 4,4% delle case offerte in vendita registra una riduzione rispetto al prezzo originario. Seguono Napoli, con il 4,1%, e Roma, con il 3,9%. Le quattro città con la quota più contenuta di immobili ribassati sono Firenze (2,9%), Verona (2,7%), Milano (2,4%) e Bologna, che chiude la graduatoria con il 2,2%.
Guardando, infine, alle variazioni rispetto a 12 mesi fa, a Catania la percentuale di annunci ribassati è cresciuta di ben 2,6 punti percentuali. Gli altri mercati metropolitani evidenziano invece valori più prossimi alla stabilità: lievi rialzi si riscontrano a Torino (+0,7 punti), Milano (+0,5), Bari (+0,5), Roma (+0,2) e Venezia (+0,2). Al contrario, si osservano leggere diminuzioni a Firenze (-0,7 punti), Palermo (-0,4), Genova (-0,2), Bologna e Verona (entrambe con -0,1 punti percentuali). Napoli, infine, evidenzia una perfetta stabilità anno su anno.

