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Bufera Mps/ Perquisite le case di Mussari e Vigni. Gdf anche a Rocca Salimbeni

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Dopo gli interrogatori, le perquisizioni. La Guardia di finanza ha ispezionato gli appartamenti dell’ex presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari e dell’ex direttore generale dell’istituto Antonio Vigni. Inoltre le Fiamme Gialle hanno controllato l’ufficio e l’appartamento dell’ex vicedirettore generale Davide Rossi.

Le indagini proseguono a tutto campo. La collaborazione tra  le procure di Firenze e Siena si sta facendo sempre più stretta: i magistrati starebbero indagando su una spartizione politica dei posti in cda e su finanziamenti di favore ad alcuni imprenditori vicini al coordinatore del Pdl Denis Verdini. Oltre all’ex numero uno del Credito Fiorentino, le indagini riguarderebbero anche l’ex sindaco senese del Pd Franco Ceccuzzi. Per tentare di Le procure hanno incontroato, come persone informate sui fatti, Andrea Manciulli, segretario regionale del Pd toscano, e di Angelo Pollina, coordinatore regionale di Fli. Ceccuzzi smentisce “”categoricamente ogni tipo di accordo con Denis Verdini”. Da quest’ultimo, per ora, non è arrivato alcun commento. Il suo nome è stato collegato a Mps dopo una lettera e un’intercettazione nelle quali Verdini chiedeva di rimpolpare un finanzaimento da 150 milioni al suo socio Riccardo Fusi.

L’unico arrestato, per ora, resta Gianluca Baldassarri. Tra l’ex responsabile della finanza di Mps e gli altri dirigenti continua il rimbalzo di responsabilità. Se l’interrogatorio dell’ex presidente Mussari è stato secretato, emergono alcuni particolari su quello di Vigni. l’ex dg ha sostenuto di aver “custodito la lettera” dell’affaire Alexandria, nella sua cassaforte perché “Baldassarri mi aveva detto che era un documento delicato. Mi sono sempre fidato di lui“. Nell’ordinanza che ha portato all’arresto di Baldassarri, il gip sostiene però che “I vertici di Mps erano consapevoli delle operazioni in derivati che stavano portando avanti e ne hanno nascosto i contratti nel corso delle ispezioni della Banca d’Italia”. Non solo Baldassarri, quindi, ma tutto “il vertice” di Rocca Salimbeni.

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Dalla documentazione allegata all’ordinanza del gip per l’arresto di Baldassarri emergono anche alcuni particolari sulla su Alexandria. L’ operazione di ristrutturazione è del settembre 2009, ma verrà occultata alla vigilanza e scovata solo nell’ottobre 2012. Il giudice cita la nota di Bankitalia del 29/11/2012, dove si rilevano due ulteriori criticità. La prima riguarda il fatto che l’operazione messa in piedi da Mps con Nomura sul Btp 2034 equivale a una vendita da parte di Mps a Nomura di un Cds sul rischio Italia, con un premio assicurativo implicito di 44 punti base, molto distante “da quello al tempo richiesto per la vendita di un Credit default swap Repubblica Italiana”.

L’altro elemento antieconomico e gravido di rischi sottolineato dalla vigilanza riguarda le garanzie (margin call) che Mps deve fornire a Nomura nel caso i titoli di stato subiscano cali nei prezzi, come poi avvenne nel corso del 2011, determinando conseguentemente rilevanti oneri di deposito di denaro contante presso Nomura. Così i depositi inizialmente versati da Mps a Nomura ”pari a 575 milioni sono cresciuti, a causa del crollo dei prezzi dei Btp, sino a 2,2 miliardi di euro nel novembre nel 2011”. Uno stress di liquidita’ non da poco per il Monte, anche in considerazione del blocco degli scambi sul mercato interbancario, tanto che Siena ricevera’ nell’ottobre 2011 un prestito da 2 miliardi da Bankitalia, poi regolarmente rimborsato.