Il 15 aprile si avvicina e in vista dell’assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena tutti i protagonisti cominciano a fare le loro mosse in vista dell’assise. Ieri Delfin, primo azionista di Mps con il 17,5% delle quote aveva preannunciato l’intenzione di partecipare all’assemblea, passaggio non scontato, visto che la holding che fa capo alla famiglia Del Vecchio avrebbe valutato attentamente, secondo alcune fonti e lo riporta Il Sole 24 Ore, la possibilità di disertare la riunione dei soci in quanto critica su alcune scelte strategiche, tra cui quella di escludere l’ex ad Luigi Lovaglio dalla lista del consiglio.
Ma non è solo Delfin a muoversi, anche Caltagirone a quanto pare starebbe studiando il suo piano per salire – secondo quanto riportano Corriere della Sera e Repubblica- al 13,5%.
Caltagirone, secondo azionista a Rocca Salimbeni dopo Delfin che ha appunto il 17,5%, possedeva l’11,5% delle azioni e nelle ultime settimane e adesso avrebbe arrotondato la sua partecipazione acquistando sul mercato un altro 2% della banca con un esborso di quasi 500 milioni di euro. Cambiano gli equilibri quindi. La presenza di Delfin in assemblea, in particolare, apre nuovi scenari.
E preannuncia così un’affluenza piena a Siena, probabilmente vicina se non superiore al 70%, con il suo primo azionista destinato a divenire, insieme al mercato, l’ago della bilancia nella partita che ridisegnerà la governance della banca.

