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Biliarditaly: l’intervista al CEO Mirko Adami tra strategia e visione del futuro

Adami (Biliarditaly): “Guardando al futuro il nuovo brand può rappresentare un’evoluzione naturale dell’azienda, valorizzando il design e il saper fare italiano e trasformando il prodotto in una vera espressione artistica”

Biliarditaly: l’intervista al CEO Mirko Adami tra strategia e visione del futuro

Biliarditaly, il modello imprenditoriale raccontato dal CEO Mirko Adami: tra sfide, strategie e visione futura

Biliarditaly: l’intervista al CEO Mirko Adami tra strategia e visione del futuro
Biliarditaly: l’intervista al CEO Mirko Adami tra strategia e visione del futuro

Dalla specializzazione nel biliardo trasformabile di alta gamma alla sperimentazione di nuovi linguaggi nel design contemporaneo: il percorso di Biliarditaly racconta un modello imprenditoriale che unisce artigianalità, visione digitale e capacità di leggere in anticipo i cambiamenti del mercato. In questa intervista, Mirko Adami, CEO di Biliarditaly, approfondisce le principali sfide affrontate dall’azienda, dalla gestione della crescita alla complessità logistica, e analizza l’evoluzione del cliente premium, sempre più orientato verso esperienze domestiche e oggetti multifunzionali.

Spazio anche al ruolo strategico del digitale, che ha permesso al brand di affermarsi con un approccio innovativo in un settore tradizionale, e alle prospettive future: tra espansione internazionale, nuovi modelli di business e il lancio di un secondo brand dedicato all’altissimo lusso. Una conversazione che offre uno sguardo concreto su come costruire valore oggi nel design italiano, tra posizionamento chiaro, innovazione e ricerca di nicchie ancora inesplorate.

L’intervista di Affaritaliani a Mirko Adami, CEO di Biliarditaly

Dopo i primi anni di crescita, qual è oggi la sfida più complessa per Biliarditaly: scalabilità, posizionamento o mantenimento dell’artigianalità?

Il posizionamento e il mantenimento dell’artigianalità, ad oggi, non rappresentano un problema, nonostante la crescita che abbiamo registrato. Fin dall’inizio abbiamo scelto di collocarci come azienda specializzata nel biliardo residenziale di alta fascia, trasformabile in tavolo da pranzo: un prodotto estremamente verticale. Questo posizionamento non è mai cambiato e continuiamo a mantenerlo, perché ha contribuito in modo significativo al successo dell’azienda“, dichiara Adami.

Per quanto riguarda l’artigianalità, spiega Mirko Adami, “la situazione è ancora gestibile“: nel tempo, infatti, l’azienda ha standardizzato diversi passaggi e ottimizzato la produzione, riuscendo così a crescere senza compromettere la qualità del prodotto. La vera sfida resta però la scalabilità. “Negli ultimi anni la domanda è aumentata costantemente“, osserva Adami, sottolineando come il problema principale non sia tanto la produzione o la capacità di rispondere alle richieste dei clienti, quanto piuttosto i tempi di consegna. Si tratta, infatti, di prodotti complessi da installare e, come evidenzia, “attualmente riusciamo a gestire fino a una ventina di consegne al mese“.

Il prossimo passo, se la crescita dovesse continuare con questo ritmo, sarà un cambiamento strutturale dell’azienda: a partire dal magazzino, con il trasferimento in una sede più grande, fino all’incremento dei mezzi per le consegne e del personale specializzato. Va considerato che la formazione di queste figure richiede tempi piuttosto lunghi, quindi si tratta di un percorso impegnativo: è questa, oggi, la nostra sfida principale. Stiamo però valutando anche una soluzione alternativa: invece di continuare a crescere in termini di volumi con Biliarditaly, potremmo ridurre le fasce più economiche e puntare su una linea ancora più alta di lusso. L’obiettivo sarebbe limitare il numero di pezzi venduti, aumentando però la marginalità“, afferma Adami.

Come sta cambiando il cliente di fascia premium nel settore arredo–lifestyle e in che modo state adattando la vostra offerta a queste nuove aspettative?

Si tratta di un trend in crescita che abbiamo intercettato fin dalla fondazione del brand. Abbiamo intuito l’emergere di una nuova esigenza: la creazione, all’interno della casa, di spazi dedicati all’intrattenimento e al gioco. Per chi ha la possibilità di disporre dello spazio necessario, questa ‘entertainment room’ è oggi sempre più diffusa“.

Lo osserviamo non solo dal nostro punto di vista“, spiega Mirko Adami, “ma anche analizzando ciò che fanno molte aziende del lusso, persino in settori diversi. Sempre più brand, infatti, stanno sviluppando linee di biliardi, scacchiere o tavoli da ping pong di design. Un esempio significativo è Hermès: quando un marchio di questo calibro entra in un ambito apparentemente distante dal proprio core business, osserva, “significa che il fenomeno è realmente in forte espansione“. Secondo Adami, questa tendenza si è rafforzata soprattutto durante il periodo del COVID e della quarantena, quando le persone hanno riscoperto il valore della casa e del tempo condiviso. “È cresciuto il desiderio di avere oggetti di intrattenimento che vadano oltre il semplice televisore“, aggiunge, facendo riferimento a elementi conviviali pensati per essere vissuti insieme ad altre persone.

È proprio in questa nicchia che ci siamo inseriti, proponendo un prodotto polifunzionale. Il nostro biliardo si trasforma in tavolo da pranzo e, in alcuni casi, anche in tavolo da ping pong. L’obiettivo è permettere, anche a chi ha spazi limitati, di concentrare più funzioni in un unico ambiente: nello spazio occupato da un tavolo, si possono avere tre utilizzi diversi. Non si tratta quindi di un cambiamento del trend, ma di una sua crescita costante. Lo vediamo chiaramente anche dalle richieste e dalle ricerche online: più questi prodotti entrano nelle case, più aumentano interesse e desiderio. Si crea un effetto moltiplicatore“, afferma Adami.

Siamo convinti di essere nel mercato giusto, in una fase di forte espansione“, afferma Mirko Adami. Il lavoro dell’azienda, spiega, consiste nell’adattarsi ai gusti dei clienti, innovando continuamente e sviluppando soluzioni sempre più moderne e ricercate. In particolare, l’obiettivo è ampliare le possibilità di scelta dal punto di vista del design, così che ogni cliente possa integrare perfettamente il prodotto nell’arredamento della propria casa.

Adami osserva che il biliardo, esiste da centinaia di anni e, nella sua essenza, è rimasto invariato. “Ciò che è cambiato è il contesto“: da elemento tipico dei locali pubblici, tra gli anni ’30 e i primi anni 2000, si sta progressivamente spostando nelle abitazioni private. Si tratta, conclude, di una trasformazione già in atto da tempo e destinata, con ogni probabilità, a proseguire ancora a lungo.

Qual è il ruolo del digitale (marketing, e-commerce, branding) nella vostra crescita internazionale e quali canali si stanno rivelando più efficaci?

Uno degli elementi che ci ha permesso di crescere così rapidamente è stato l’investimento nel digitale“, spiega Mirko Adami, a partire dal sito web progettato per automatizzare molti processi che, in un’azienda tradizionale, richiederebbero molto tempo, come la generazione dei preventivi. Un passaggio chiave è stato anche lo sviluppo del configuratore: l’azienda è oggi, di fatto, l’unica nel settore dei biliardi ad aver introdotto un configuratore 3D per personalizzare colori e finiture. “Si tratta di uno strumento comune in altri ambiti, come quello delle cucine o dell’arredamento, ma nel nostro settore non esisteva“, sottolinea, evidenziando come questo investimento abbia fatto la differenza nel comunicare una mentalità giovane, dinamica e orientata ai bisogni del mercato.

Molti clienti, infatti, non hanno la possibilità di recarsi in showroom e, in questo contesto, strumenti digitali intuitivi permettono di scegliere in modo semplice anche a distanza. Il sito rappresenta così la principale vetrina del brand e il primo punto di contatto con il cliente: “spesso determina la scelta iniziale“, osserva, motivo per cui l’azienda ha investito molto anche nella comunicazione. “Accanto alla qualità della piattaforma, è fondamentale generare traffico qualificato. I canali di marketing sono interamente digitali: dalla ricerca su Google ai social network, che costituiscono la principale fonte di visibilità. Il branding, aggiunge Adami, è strettamente legato al sito e deve comunicare in modo chiaro il posizionamento: chi arriva deve capire subito la specializzazione nel biliardo trasformabile per uso domestico. Non vengono infatti realizzati prodotti come ping pong, calciobalilla o scacchiere: è una scelta precisa, che consente di non essere un’azienda generalista ma di rispondere in modo mirato a un’esigenza specifica, una strategia che si è rivelata vincente“, spiega Adami.

Sul fronte internazionale, la crescita è graduale e oggi rappresenta circa il 10% del business. Tuttavia, l’azienda concentra ancora le attività di marketing principalmente sul mercato nazionale e sulla Svizzera, soprattutto per ragioni logistiche. Il vero limite, infatti, resta la gestione delle consegne: una spedizione all’estero può richiedere dalle quattro alle cinque volte il tempo necessario per una consegna in Italia“, afferma Adami. Questa complessità apre diverse sfide, tra cui la difficoltà di differenziare i listini per l’estero, anche perché i prezzi sono pubblici sul sito, una scelta che consente di semplificare il processo di preventivazione. “Una possibile soluzione“, conclude, “è la creazione di una linea dedicata esclusivamente al mercato estero: un’opportunità rilevante, considerando che la domanda potenziale supera oggi la capacità produttiva e logistica dell’azienda. Senza una struttura adeguata, questo squilibrio rischierebbe infatti di trasformarsi in un limite significativo“.

Guardando ai prossimi anni, come immagini l’evoluzione di Biliarditaly: nuovi prodotti, nuovi mercati o magari un’estensione del brand oltre il biliardo?

Riprendendo le criticità citate all’inizio, ci siamo trovati di fronte a un bivio strategico“, spiega Mirko Adami: da un lato, la possibilità di continuare a espandere la struttura, assumere nuove persone e aumentare la capacità operativa per incrementare le consegne sul mercato italiano. Questa scelta, tuttavia, avrebbe esposto l’azienda a un rischio difficilmente controllabile, come una possibile crisi del settore immobiliare. “Avrebbe significato mettere tutte le uova nello stesso paniere“, osserva, sottolineando i limiti di un mercato non particolarmente dinamico.

Per questo motivo è stata intrapresa una seconda strada: la creazione di un nuovo brand, separato nella percezione del cliente ma parte della stessa azienda. “È un progetto già pubblico, anche se ancora in fase di completamento“, precisa, spiegando che il marchio si posizionerà nella fascia di lusso più alta, con biliardi interamente realizzati in marmo. L’idea nasce anche dal contesto territoriale: l’area di Verona, uno dei principali distretti europei del marmo, consente di unire competenze artigianali complementari. “Stiamo sviluppando prodotti unici e di forte impatto“, afferma Adami, evidenziando come si tratti di oggetti che superano la dimensione funzionale per diventare vere e proprie opere d’arte.

Non più semplici prodotti, dunque, ma pezzi irripetibili, realizzati con materiali naturali. Questa strategia risponde anche al tema della scalabilità: il nuovo brand sarà orientato ai mercati internazionali e a una nicchia molto ristretta, con prezzi superiori ai 200.000 euro. “In questo contesto anche una logistica più complessa diventa sostenibile“, sottolinea, grazie a una marginalità più elevata. La scelta consente inoltre di diversificare il rischio. Biliarditaly opera oggi in una fascia premium, ma non nell’altissimo lusso; il nuovo brand si rivolgerà invece a una clientela differente, non necessariamente alla ricerca di un biliardo, ma di un oggetto distintivo. “Quasi un’opera d’arte“, aggiunge il CEO, capace di valorizzare l’ambiente domestico.

Il progetto è in sviluppo da oltre un anno e ha richiesto una fase tecnica particolarmente complessa. Realizzare biliardi in marmo è infatti estremamente difficile: il materiale è delicato e richiede test e investimenti significativi. Per questo l’azienda ha atteso di raggiungere una sufficiente solidità prima di procedere. “Oggi ci troviamo in una fase di svolta in cui l’obiettivo è lanciare ufficialmente il brand entro settembre, con un sito dedicato e le prime produzioni. Le aspettative sono positive, anche grazie a una concorrenza ancora limitata e poco specializzata“, dichiara Adami.

Esistono esempi di grandi marchi del lusso, come Hermès, che hanno proposto prodotti simili a prezzi molto elevati, ma si tratta di iniziative non focalizzate esclusivamente sul biliardo. “Noi, al contrario, siamo specializzati e possiamo offrire soluzioni su misura“, evidenzia. La strategia è chiara: entrare in una nicchia poco presidiata e diventarne il punto di riferimento. “Guardando al futuro il nuovo brand può rappresentare un’evoluzione naturale dell’azienda, valorizzando il design e il saper fare italiano e trasformando il prodotto in una vera espressione artistica“, ha poi detto in conclusione Mirko Adami.