Davos 2026, Aleo: “La finanza deve tornare a creare sviluppo reale” - Affaritaliani.it

Corporate - Il giornale delle imprese

 
Ultimo aggiornamento: 14:32

Davos 2026, Aleo: “La finanza deve tornare a creare sviluppo reale”

Dal palco del World Economic Forum, il CEO di iSwiss Pay rilancia il ruolo strategico di banche e fintech

di Redazione Corporate

Christopher Aleo torna a Davos: finanza, sostenibilità e mercati emergenti al centro della strategia iSwiss

In un’edizione del World Economic Forum segnata da tensioni geopolitiche, transizione energetica e ridefinizione dei flussi di capitale, uno degli interventi più osservati è stato quello di Christopher Aleo, CEO di iSwiss Pay, fintech del gruppo bancario iSwiss. Un discorso che ha messo al centro una tesi netta: la finanza deve tornare a essere un’infrastruttura di sviluppo, capace di connettere innovazione bancaria, energie rinnovabili e mercati emergenti, a partire dall’Africa.

Aleo ha parlato a una platea di leader politici, investitori istituzionali e imprenditori globali con un tono sobrio ma incisivo, tracciando una linea di demarcazione tra la finanza di breve periodo e quella orientata alla costruzione di valore duraturo. "Il capitale oggi è abbondante", ha sottolineato, "ma troppo spesso è privo di direzione". Un messaggio che ha trovato eco nei corridoi di Davos, dove la discussione si è concentrata sempre più sulla qualità degli investimenti e meno sulla loro mera quantità. Al centro della visione del CEO di iSwiss Pay c’è il ruolo dell’innovazione bancaria. Secondo Aleo, la vera trasformazione del settore non passa solo dalla digitalizzazione dei pagamenti o dall’automazione dei processi, ma dalla capacità delle banche e delle fintech di indirizzare i flussi finanziari verso l’economia reale. In questo senso, iSwiss Pay viene presentata come piattaforma abilitante: uno strumento che, grazie alla tecnologia, rende il capitale più accessibile, trasparente e funzionale allo sviluppo di imprese e infrastrutture.

Il secondo pilastro dell’intervento ha riguardato la transizione energetica. Aleo ha insistito sul fatto che le energie rinnovabili non siano più una scelta ideologica, bensì una necessità economica. "Senza energia stabile e sostenibile non esiste crescita industriale", ha affermato, rimarcando come il settore finanziario abbia una responsabilità diretta nel rendere bancabili e scalabili i progetti legati a solare, eolico e nuove tecnologie energetiche. In questa prospettiva, la finanza strutturata diventa il ponte tra capitale globale e infrastrutture verdi.

È però sul tema africano che l’intervento ha assunto una dimensione più ampia e strategica. Aleo ha descritto l’Africa non come una periferia del sistema economico mondiale, ma come uno dei suoi futuri centri di gravità. Giovane demograficamente, ricca di risorse e con un enorme fabbisogno infrastrutturale, il continente rappresenta, secondo il CEO di iSwiss Pay, "il più grande investimento strutturale del XXI secolo". Investire in Africa, ha chiarito, non significa assistenzialismo, ma capitalismo evoluto: capitale che genera rendimento finanziario insieme a stabilità sociale, occupazione e crescita.

Nel suo discorso, Aleo ha legato in modo esplicito i tre elementi, banca innovativa, rinnovabili e Africa, definendoli parti di un unico sistema. Senza finanza moderna, la transizione energetica rallenta; senza energia, lo sviluppo africano resta incompiuto; senza sviluppo, i mercati globali perdono una delle principali leve di crescita futura. È in questa intersezione che iSwiss Pay e il gruppo iSwiss intendono posizionarsi, come attori capaci di progettare soluzioni finanziarie orientate al lungo periodo.

L’intervento si è chiuso con una call to action rivolta ai decisori presenti a Davos: ai governi, affinché garantiscano quadri normativi stabili; agli investitori, perché adottino una visione che superi l’orizzonte trimestrale; alle banche, chiamate a tornare a essere architetti del futuro e non semplici intermediari. Un messaggio che ha rafforzato il profilo di Christopher Aleo come figura di raccordo tra finanza, innovazione e filantropia strategica.