Eni, decisioni finali su North e South Hub in Indonesia: sviluppo accelerato e sinergie con infrastrutture esistenti
Eni rafforza la propria presenza in Indonesia e imprime una nuova accelerazione allo sviluppo del gas in acque profonde con l’approvazione di due Decisioni Finali di Investimento (FID) per i progetti North Hub e South Hub, nell’offshore dell’East Kalimantan. Un passo strategico che consolida il ruolo del gruppo nella produzione energetica globale e nella sicurezza degli approvvigionamenti. Le decisioni riguardano in particolare i giacimenti di Gendalo e Gandang per il South Hub e quelli di Geng North e Gehem per il North Hub, approvati a soli diciotto mesi dal via libera ai piani di sviluppo. Un tempismo che evidenzia la capacità di Eni di accelerare i progetti grazie a un modello integrato che combina innovazione tecnologica e utilizzo di infrastrutture esistenti.
I due hub saranno in grado di raggiungere, a regime, una produzione complessiva di 56,5 milioni di metri cubi di gas al giorno e 90.000 barili di condensati, contribuendo sia alla domanda interna indonesiana sia alle esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL). Lo sviluppo farà leva su asset già operativi, tra cui l’impianto flottante di produzione Jangkrik e il terminale di liquefazione di Bontang, consentendo significative efficienze in termini di costi e una riduzione dei tempi di messa in produzione. Proprio l’impianto di Bontang beneficerà inoltre della riattivazione di un treno di liquefazione attualmente inattivo, estendendo la vita operativa della struttura.
Dal punto di vista tecnico, il South Hub prevede la perforazione di sette pozzi in acque profonde tra i 1.000 e i 1.800 metri, mentre il North Hub includerà sedici pozzi tra i 1.700 e i 2.000 metri di profondità, collegati a una nuova unità galleggiante FPSO con capacità di trattamento superiore a 28 milioni di metri cubi di gas al giorno e uno stoccaggio fino a 1,4 milioni di barili. Complessivamente, i due progetti mettono in campo risorse per circa 283 miliardi di metri cubi di gas e 550 milioni di barili di condensati. L’avvio è previsto nel 2028, con il raggiungimento del plateau produttivo nel 2029.
Il gas estratto sarà trasportato a terra attraverso una condotta dedicata, alimentando sia la rete nazionale sia l’impianto GNL di Bontang, mentre i condensati saranno trattati e stoccati offshore per essere poi esportati tramite navi cisterna. L’operazione rappresenta anche il frutto della collaborazione tra Eni, i partner industriali e il Governo indonesiano, confermando il valore strategico del Paese nel portafoglio internazionale del gruppo. In Indonesia, dove Eni è presente dal 2001, la società è oggi uno dei principali produttori di gas naturale, con attività che spaziano dall’esplorazione allo sviluppo fino ai biocarburanti. I nuovi progetti si inseriscono inoltre nel percorso di integrazione con Petronas, che porterà alla creazione di una nuova società con una produzione prevista superiore a 500 mila barili equivalenti al giorno entro il 2029.

