Eni annuncia il piano 2026-2030: crescita della produzione, oltre 40 miliardi di cassa e rafforzamento della remunerazione agli azionisti
Eni traccia la rotta dei prossimi anni e presenta al mercato una strategia che punta su crescita, resilienza e disciplina finanziaria. Il Capital Markets Update 2026-2030, illustrato a Roma alla comunità finanziaria, delinea un piano fondato su solidi pilastri industriali e su un modello innovativo capace di coniugare sviluppo e ritorno per gli azionisti. Al centro della strategia resta la coerenza nell’esecuzione, che ha consentito al gruppo guidato da Claudio Descalzi di raggiungere gli obiettivi anche in un contesto caratterizzato da forte volatilità. Un percorso sostenuto da un portafoglio Exploration & Production definito il più solido nella storia della società, in grado di garantire visibilità sulla crescita futura della produzione e sui flussi di cassa.
“Il caposaldo strategico di Eni rimane la coerenza, determinante in un contesto di mercato incerto e volatile”, ha sottolineato l’amministratore delegato Claudio Descalzi, evidenziando come attività esplorative, tecnologie avanzate e una strategia finanziaria chiara rappresentino i pilastri della crescita e della resilienza del gruppo. Nel dettaglio, il piano prevede una crescita della produzione nel settore oil&gas tra il 3% e il 4% annuo fino al 2030, sostenuta da un portafoglio progetti ampio e diversificato a livello geografico e tecnologico. La produzione attesa raggiungerà circa 850 mila barili equivalenti al giorno entro fine decennio, con un tasso di rimpiazzo delle riserve superiore al 140%.
Accanto al business tradizionale, Eni rafforza il proprio impegno nella transizione energetica attraverso modelli innovativi basati su società autonome e autofinanziate. In particolare, Plenitude ed Enilive rappresentano due pilastri strategici della crescita futura: la prima punta a raggiungere 15 GW di capacità rinnovabile installata entro il 2030, mentre la seconda prevede una capacità produttiva di biocarburanti pari a 5 milioni di tonnellate. La strategia finanziaria si conferma altrettanto centrale. Il gruppo prevede una forte generazione di cassa, con un Cash Flow From Operations che dovrebbe arrivare a circa 17 miliardi di euro nel 2030, registrando una crescita media annua del 14%. Nell’arco del piano, il free cash flow potrebbe superare i 40 miliardi di euro, a fronte di un indebitamento mantenuto su livelli storicamente bassi, con un gearing compreso tra il 10% e il 15%.
Questa solidità finanziaria si traduce anche in una maggiore remunerazione per gli azionisti. Per il 2026 Eni proporrà un dividendo di 1,10 euro per azione, in crescita di circa il 5%, accompagnato da un programma di buyback iniziale da 1,5 miliardi di euro. Previsti inoltre ulteriori meccanismi di distribuzione in caso di scenari di mercato particolarmente favorevoli. Il piano introduce anche un modello organizzativo innovativo basato su “società satellite”, capaci di autofinanziarsi e di attrarre capitali, migliorando l’efficienza complessiva e la disciplina nell’allocazione delle risorse. Un approccio che consente a Eni di bilanciare crescita organica e valorizzazione degli asset, rafforzando al contempo la propria flessibilità strategica.
Nel complesso, il Capital Markets Update 2026-2030 conferma la volontà di Eni di consolidare il proprio ruolo di protagonista nel settore energetico globale, puntando su diversificazione, innovazione e sostenibilità. Un equilibrio tra tradizione industriale e trasformazione che mira a garantire sviluppo nel lungo periodo e valore per tutti gli stakeholder.

