Utile netto a 117 milioni, carico di lavoro a 63 miliardi e nuove attese su difesa e subacquea
Fincantieri incassa i primi giudizi positivi degli analisti all’indomani della presentazione dei risultati finanziari 2025. I numeri diffusi dal gruppo guidato da Pierroberto Folgiero hanno superato il consensus e segnato un nuovo record su più fronti: utile netto a 117 milioni di euro, in crescita del 328 per cento rispetto al 2024, ordini acquisiti a 20 miliardi, in aumento del 32 per cento, e carico di lavoro complessivo a 63 miliardi, con visibilità fino al 2037.
Kepler guarda soprattutto alla difesa e alla futura pipeline commerciale in questo ambito, giudicando i risultati 2025 positivi e superiori alle aspettative. Morningstar legge invece nei conti la conferma di un’inversione di tendenza nella redditività strutturale del gruppo. La svolta triennale intrapresa da Fincantieri ha portato a una crescita dell’Ebitda pari a tre volte rispetto al 2022 e, osservano gli analisti, “l’azienda si trova ora all’incrocio di due venti strutturali favorevoli: un ciclo in forte espansione della cantieristica navale commerciale e un rapido aumento della domanda nel settore della difesa a livello europeo e globale”. A rafforzare questa lettura contribuiscono anche il recente ordine ricevuto da Fincantieri Marinette Marine dalla US Navy per la costruzione di navi da sbarco e la possibilità di future operazioni di M&A nell’underwater.
Anche Deutsche Bank valuta positivamente i risultati dell’esercizio 2025, che secondo gli analisti hanno leggermente superato le aspettative grazie “alla solidita’ del settore cantieristico e alla forte ripresa registrata dalla divisione Equipment”. Per Deutsche pesa anche la conferma della guidance 2026, insieme al potenziale di ordini nel settore navale, definito “promettente”, elementi che rafforzano la visione positiva sul lungo termine. Intesa mantiene prezzo obiettivo e raccomandazione invariati, sottolineando però che i risultati 2025 sono stati migliori delle attese. Nella nota spicca il riferimento al settore underwater e alle controllate Wass e Remazel, i cui rendimenti vengono giudicati “fantastici e sopra le aspettative iniziali”. Secondo gli analisti, il fatto che diverse Marine non abbiano ancora acquistato siluri in passato apre opportunità interessanti proprio per Wass e per il Polo Tecnologico della Subacquea di Fincantieri.
Equita mette in evidenza il tono positivo del management, che guarda a nuovi ordini nel settore difesa per circa 5 miliardi di euro e a opportunità di crescita esterna, soprattutto nel segmento underwater. Sul cruise, la società ha rassicurato gli analisti durante la call, spiegando che non c’è stato alcun impatto sulla domanda e che le trattative procedono a ritmo sostenuto. Akros conferma la raccomandazione Buy con target price a 18 euro e definisce i risultati 2025 “leggermente migliori di quanto previsto”. Tra gli elementi emersi dalla conference call c’è anche il messaggio sul controllo dei costi: l’eventuale aumento di energia e acciaio viene considerato trascurabile per il gruppo, che per la prima si è già “coperta” interamente e per il secondo in gran parte, pari al 90 per cento.
La lettura positiva arriva anche da Mediobanca, che segnala risultati 2025 superiori alle attese, trainati dalla robusta performance dello Shipbuilding e da un forte incremento di Ebitda e utile netto. Da Piazzetta Cuccia viene sottolineato anche un profilo rischio-rendimento oggi più interessante. Intermonte, dopo i risultati 2025 e i segnali arrivati dal Capital Markets Day di febbraio, sposta l’attenzione sul portafoglio ordini, con la difesa indicata come “il catalizzatore chiave per innescare la prossima fase di crescita”. Per la casa di analisi, l’underwater “offre un ulteriore potenziale di rialzo, combinando margini strutturalmente piu’ elevati con un forte potenziale di espansione, ulteriormente sostenuto dall’opzionalita’ di M&A resa possibile dal recente aumento di capitale”. Una prospettiva che, sempre secondo Intermonte, rafforza il posizionamento di Fincantieri lungo una catena del valore della difesa più ampia e a più alto valore aggiunto, con un titolo che resta “mispriced”. Il target price medio sul mercato è oggi pari a 18,43 euro.

