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Formazione, competenze, AI e startup protagoniste della nuova manifattura Made in Italy

Philip Morris:“Con iniziative come l’Institute for Manufacturing Competencies favoriamo un modello aperto, basato sulla collaborazione tra imprese, startup e mondo della formazione, per far crescere i talenti e accelerare lo sviluppo di tecnologie innovative e ad alto valore aggiunto”

Formazione, competenze, AI e startup protagoniste della nuova manifattura Made in Italy

Formazione, intelligenza artificiale e startup al centro del confronto sulla manifattura del futuro al Philip Morris Institute for Manufacturing Competences

Competenze, intelligenza artificiale, sostenibilità e open innovation. Sono questi i pilastri su cui si gioca il futuro della manifattura italiana secondo quanto emerso dall’evento “Talenti per il Made in Italy: formazione e innovazione per la manifattura del futuro”, ospitato oggi presso il Philip Morris Institute for Manufacturing Competences (IMC) di Valsamoggia, in provincia di Bologna. L’iniziativa si inserisce nel programma ufficiale della Giornata nazionale del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze produttive nazionali e le filiere tecnologiche che sostengono la competitività industriale del Paese.

L’evento ha riunito rappresentanti delle imprese, del mondo accademico, della formazione e dell’ecosistema delle startup in un confronto dedicato alle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore manifatturiero italiano, sempre più chiamato a coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e nuove competenze professionali. Al centro della mattinata sono stati presentati i risultati di due progetti distinti ma accomunati dalla volontà di ripensare il rapporto tra industria, formazione e innovazione.

Il primo riguarda il percorso “Lintelligenza artificiale per lindustria: approcci metodologici nella didattica”, sviluppato in collaborazione con ITS Maker Academy. Il programma ha approfondito l’impatto dell’intelligenza artificiale sui processi industriali, sulla formazione tecnica e sulle competenze richieste alle nuove generazioni. L’iniziativa ha coinvolto oltre 50 docenti provenienti da più di 30 istituti tecnici e professionali dell’Emilia-Romagna attraverso quattro seminari dedicati ai nuovi modelli didattici applicati all’industria 4.0.

L’obiettivo del progetto è stato rafforzare il dialogo tra sistema educativo e mondo produttivo, favorendo percorsi formativi sempre più allineati alle esigenze reali delle imprese manifatturiere. “Questo seminario rappresenta la sintesi concreta della visione che ITS Maker Academy porta avanti ogni giorno: costruire un ecosistema in cui formazione, industria e innovazione dialogano in modo strutturale”, ha sottolineato Ormes Corradini, presidente di ITS Maker Academy. “I talenti che formiamo non sono solo tecnici qualificati, ma il patrimonio strategico su cui si gioca il futuro del Made in Italy”, ha aggiunto.

Il secondo focus della giornata è stato dedicato alla Call for InnovationDesign the Sustainable Future of Manufacturing”, iniziativa internazionale lanciata per raccogliere idee e soluzioni innovative capaci di ripensare in chiave sostenibile la manifattura del futuro. La call ha registrato numeri significativi: oltre 270 candidature provenienti da 48 Paesi, a conferma del crescente interesse globale verso i temi della trasformazione industriale sostenibile.

Le proposte ricevute si sono concentrate su diversi ambiti strategici: dall’ottimizzazione delle performance operative attraverso sistemi data-driven allo sviluppo di nuovi modelli di formazione e crescita professionale, fino alla reingegnerizzazione dei processi produttivi per renderli più sicuri, intelligenti ed efficienti. Tra le realtà protagoniste dell’iniziativa anche Talentware, startup premiata all’interno del programma di innovazione del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences per una soluzione basata sull’intelligenza artificiale applicata alla crescita professionale e alla formazione aziendale.

Per noi è un grande riconoscimento aver vinto il programma di innovazione del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences, promosso da Philip Morris Italia”, ha dichiarato Ismet Balihodzic, Co-founder e Chief Product Officer di Talentware. “La nostra soluzione di Agentic Individual Development Plan mette lAI al servizio della formazione, identificando le aree di sviluppo e selezionando i percorsi più rilevanti per ogni persona. Ciò che ci entusiasma di più è il respiro del progetto: una soluzione pensata per tutte le persone dellazienda, dagli uffici alle linee di produzione, perché il vero Made in Italy si costruisce investendo sulle competenze di chi, ogni giorno, lo realizza”.

Secondo gli organizzatori, le progettualità selezionate dimostrano il ruolo sempre più centrale dell’open innovation come leva per intercettare competenze, idee e talenti in grado di generare un impatto concreto sulla sostenibilità industriale.

A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è stato Piergiorgio Marini, Senior Manager Value Chain Relations & IP di Philip Morris Italia. “Il futuro della manifattura passa dalla capacità di integrare competenze, innovazione e nuove tecnologie”, ha dichiarato Marini. Con iniziative come lIMC favoriamo un modello aperto, basato sulla collaborazione tra imprese, startup e mondo della formazione, per far crescere i talenti e accelerare lo sviluppo di soluzioni sostenibili e ad alto valore aggiunto”.

Il Philip Morris Institute for Manufacturing Competences si conferma così uno dei poli italiani dedicati alla formazione avanzata per l’industria manifatturiera, con un modello che punta a creare connessioni sempre più strette tra scuola, università, ricerca e imprese.

Nel corso dell’evento è emersa anche l’importanza dell’ecosistema territoriale emiliano-romagnolo come laboratorio di innovazione manifatturiera. “In Almacube traduciamo il potenziale dei giovani in valore per le imprese”, ha spiegato Shiva Loccisano, amministratore delegato di Almacube. “Essere linterfaccia tra università e mercato ci permette di progettare percorsi dove formazione e innovazione convergono, rispondendo alle sfide reali del tessuto produttivo”. Loccisano ha inoltre evidenziato la nuova dimensione regionale verso cui si sta muovendo l’ecosistema dell’innovazione, coinvolgendo progressivamente l’intero sistema universitario per ampliare l’impatto sul territorio e sulle imprese.

Al dibattito hanno partecipato esponenti del mondo istituzionale, industriale e accademico, tra cui Ettore Acerra, Direttore Generale per l’Istruzione tecnica e professionale e per la Formazione superiore del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dario Pagani, vicepresidente della Fondazione Cotec, Melissa Ridolfi, advisor del Centro Nazionale per la Biodiversità, e Daniele Vacchi, vicepresidente ITS Maker. A chiudere i lavori è stato Giovanni Paglia, assessore alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili della Regione Emilia-Romagna.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: il rafforzamento del Made in Italy manifatturiero passa sempre più dalla capacità di investire nelle competenze, integrare le nuove tecnologie nei processi produttivi e costruire modelli di collaborazione aperta tra imprese, scuola, startup e ricerca.