Gruppo FS, l’intervento dell’AD Stefano Antonio Donnarumma agli Stati Generali della Previdenza dei Liberi Professionisti promossi da Adepp
Le progettualità avviate con il PNRR non si esauriscono con la scadenza del Piano e devono essere accompagnate fino al completamento. È questo il messaggio principale lanciato da Stefano Antonio Donnarumma oggi a Roma, agli Stati Generali della Previdenza dei Liberi Professionisti promossi da Adepp al Cinema Barberini. Nel suo intervento, l’AD del Gruppo FS ha definito “strategico, ma direttamente industriale“, l’obiettivo di portare fino in fondo i grandi progetti infrastrutturali che hanno conosciuto una forte accelerazione, ricordando che FS è soggetto attuatore del PNRR per circa 25 miliardi.
Donnarumma ha ricordato che il percorso, pur complesso, è vicino ai traguardi fissati, ma ha avvertito che “le progettualità del PNRR non sono conclusive“. Per questo, ha spiegato, occorre porsi fin d’ora il problema di come garantire continuità agli interventi già avviati, assicurando capacità di finanziamento e pianificazione per opere che richiederanno ancora anni di lavoro.
Tra le opere citate figurano la Napoli–Bari, che consentirà in pochi anni di collegare Roma e Bari in tre ore, la chiusura della Tav sul collegamento Torino–Venezia, il Terzo Valico, strategico per ampliare l’accesso ai valichi transalpini a partire dal porto di Genova, e la Salerno-Reggio Calabria, destinata a ridurre di oltre un’ora i tempi di percorrenza. Si tratta, ha sottolineato, di interventi che “valgono miliardi di investimenti“, tra risorse già impiegate e risorse ancora da mobilitare, e che richiedono capacità di finanziamento e pianificazione non solo aziendale, ma condivisa con tutti gli enti coinvolti e con la finanza pubblica.
Dentro questa cornice, Donnarumma ha ribadito che le infrastrutture restano una leva di crescita per il Paese: “una colonna portante dell’economia italiana“, ha detto, richiamando il loro impatto su sviluppo industriale, occupazione e qualità della vita. Le infrastrutture, ha aggiunto, sono “un ecosistema” che comprende porti, aeroporti, autostrade, strade, ferrovie, reti energetiche, acquedotti e telecomunicazioni.
Per Donnarumma, il primo obiettivo è dunque garantire la tenuta di questo programma e del ritmo degli investimenti, che ha già prodotto un forte incremento della filiera. Il riferimento è diretto all’impatto occupazionale: senza nuove gare nei prossimi anni, ha avvertito, “molte decine di migliaia di lavoratori non avrebbero più lavoro“. A questo si affianca un secondo fronte, quello della sostenibilità del trasporto ferroviario, da rendere sempre più compatibile con l’ambiente attraverso il proseguimento dell’elettrificazione. Su questo terreno il Gruppo FS, ha ricordato l’AD, è il maggiore consumatore di elettricità sulla rete nazionale, con circa il 2% dell’intero fabbisogno, e per questo non può limitarsi a subire il mercato dell’energia, ma deve viverlo da protagonista, contribuendo anche allo sviluppo delle rinnovabili e a una maggiore indipendenza energetica del Paese.
A conferma di questa visione, il vertice del Gruppo FS ha ricordato che nel 2025 gli investimenti complessivi hanno raggiunto oltre 18 miliardi di euro: circa 12,5 miliardi per l’infrastruttura ferroviaria e almeno 4 miliardi per le strade con ANAS. Il Gruppo FS ha aggiunto, impiega quasi centomila persone e sostiene una filiera vasta, composta da imprese di costruzione, aziende impiantistiche, attività di ingegneria e consulenza industriale, strategica e progettuale. Investire in infrastrutture significa quindi sostenere un sistema produttivo articolato, con ricadute diffuse su competenze, lavoro e innovazione.
Donnarumma ha quindi affrontato il tema del finanziamento delle infrastrutture, indicandolo come una delle questioni decisive per il futuro. Richiamando la specificità di FS, Gruppo interamente controllato dallo Stato attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha sottolineato la necessità di sostenere investimenti sempre più consistenti in un contesto in cui occorre realizzare nuove opere e mantenere efficienti e sicure infrastrutture costruite decenni fa. Su questo fronte, l’AD del Gruppo FS ha spiegato che da oltre un anno sono allo studio, nel confronto con le istituzioni competenti, modelli di finanziamento alternativi. Tra le ipotesi richiamate figura un’impostazione vicina a quella delle grandi reti infrastrutturali regolamentate, fino alla possibilità di una struttura di tipo asset company capace di valorizzare una parte degli asset ferroviari e attrarre capitali facendo leva su flussi di lungo periodo e su un profilo di garanzia elevato. Un modello che, ha osservato Donnarumma, potrebbe offrire “rendimenti abbastanza bassi, ma sicuri e di lunga durata” e sostenere investimenti a orizzonte ventennale o trentennale.

