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Intesa Sanpaolo, presentati i risultati del primo trimestre 2026: utile netto a 2,8 miliardi di euro

Il gruppo conferma inoltre la propria solidità patrimoniale, con un Common Equity Tier 1 ratio al 13%, ampiamente superiore ai requisiti normativi, e ribadisce il proprio status di banca “zero NPL”, con crediti deteriorati ai minimi storici

Intesa Sanpaolo, presentati i risultati del primo trimestre 2026: utile netto a 2,8 miliardi di euro
Intesa Sanpaolo, sede

Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre 2026 con utili in crescita a 2,8 miliardi di euro, +5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025

Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre 2026 con risultati in crescita e conferma gli obiettivi per l’intero anno. Il gruppo bancario registra un utile netto di 2,761 miliardi di euro, in aumento del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando la previsione di un utile annuale intorno ai 10 miliardi di euro. A sostenere la performance sono stati soprattutto l’incremento delle commissioni nette, il contributo dell’attività assicurativa e la crescita del risultato delle attività finanziarie valutate al fair value. I proventi operativi netti salgono del 5,3% a 7,154 miliardi di euro, mentre i costi operativi scendono dello 0,7%, consentendo al risultato della gestione operativa di crescere del 9% a 4,585 miliardi.

Con i risultati del primo trimestre 2026 prende concretamente avvio il nuovo Piano d’Impresa 2026-2029, concepito per raggiungere un Roe sostenibile del 20% attraverso la crescita delle commissioni e lo sviluppo tecnologico“, ha dichiarato Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo. “Abbiamo registrato il miglior risultato netto trimestrale della nostra storia, pari a 2,8 miliardi di euro, e confermiamo l’obiettivo di circa 10 miliardi di utile per il 2026. La solidità del modello di business, unita agli investimenti in innovazione e intelligenza artificiale, ci consente di sostenere famiglie e imprese, mantenendo elevata la remunerazione per gli azionisti e continuando a investire nella transizione sostenibile“.

Nel dettaglio, le commissioni nette raggiungono 2,515 miliardi di euro (+3,1%), mentre il risultato dell’attività assicurativa cresce del 3% a 476 milioni. Forte accelerazione anche per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, salito a 505 milioni di euro rispetto ai 265 milioni del primo trimestre 2025. Il gruppo conferma inoltre la propria solidità patrimoniale, con un Common Equity Tier 1 ratio al 13%, ampiamente superiore ai requisiti normativi, e ribadisce il proprio status di banca “zero NPL”, con crediti deteriorati ai minimi storici.

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Intesa Sanpaolo evidenzia un significativo ritorno cash: nel trimestre è maturata una distribuzione pari a 2,6 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi destinati ai dividendi. A questi si aggiungono il saldo dividendi 2025 da 3,3 miliardi in pagamento a maggio e il buyback da 2,3 miliardi previsto a luglio 2026. La banca sottolinea anche il proprio impatto sull’economia reale italiana. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati erogati circa 13 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese italiane, mentre circa 560 aziende sono state riportate in bonis, contribuendo a preservare circa 2.800 posti di lavoro.

Prosegue inoltre il percorso di trasformazione digitale del gruppo: dal 2022 al primo trimestre 2026 sono stati investiti 5,7 miliardi di euro in tecnologia, con circa 2.500 specialisti IT assunti. Nel trimestre sono stati avviati 15 progetti legati all’intelligenza artificiale e alla GenAI, mentre Isybank ha raggiunto quota 1,1 milioni di clienti. Per il 2026 Intesa Sanpaolo prevede una crescita dei ricavi trainata principalmente da commissioni e attività assicurativa, costi stabili e una significativa riduzione degli accantonamenti. Confermata anche la politica di distribuzione agli azionisti, con un payout ratio previsto al 95%, di cui il 75% tramite dividendi cash e il 20% attraverso buyback.